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Intervista a Gabriele Della Balda, autore dello studio su papa Leone XIII in occasione del bicentenario della nascita

Scritto da – domenica, 30 maggio 2010 – 00:032 commenti

Gabriele Della BaldaIncontriamo Gabriele Della Balda, della Repubblica di San Marino, che ha recentemente pubblicato con la Graphe.it Edizioni uno studio su papa Leone XIII in occasione del bicentenario della nascita.

Come le è venuto in mente di fare uno studio su Leone XIII?
Se le dicessi che è accaduto per caso, lei non mi crederebbe mai, vero? Eppure è andata proprio così. Il progetto originario era un’antologia dei Papi del ‘900. Tuttavia, immergendomi nella lettura del primo, Leone XIII per l’appunto, mi resi conto dell’incontenibile pienezza del suo insegnamento, non “sacrificabile” in un’angusta cernita antologica di poche pagine. La profondità del pensiero leoniano, che mi affascinò e coinvolse da subito, esigeva molto più spazio ed una fruibilità completa ed esauriente, alla portata di tutti. Così decisi, in un secondo momento, di soffermarmi ampiamente solo su di lui, lavorando nei termini che mi hanno portato alla presente opera. E non avrei potuto fare una scelta migliore, mi dico oggi soddisfatto.

Leone XIII è un papa cronologicamente lontano da noi: cosa può dire agli uomini e alle donne di oggi papa Pecci?
La distanza cronologica c’è, ma essa non è un punto a sfavore, poiché l’insegnamento di Papa Leone, ne sono sicuro, non si potrà mai esaurire con gli anni. Certo, egli può parlare ancora oggi; nel mio saggio guardo vari aspetti; qui mi limiterò a tre: 1) La Rerum novarum (citazione d’obbligo), che rivendicava la salvaguardia della dignità umana e cristiana del lavoratore, non schiavizzato, ma degno di assoluto rispetto e franca equità in base all’opera prestata. Parole attualissime se pensiamo, per esempio, alle recenti vicende di Rosarno. 2) Ecumenismo: Leone XIII inaugurò un nuovo approccio d’intesa con l’Oriente cristiano; egli cercò più ciò che univa, anziché ciò che divideva, e fu il primo ad usare questi termini. Precorse quindi il nostro ecumenismo moderno. 3) Significato dell’autentica libertà dell’uomo. Cito: «La vera libertà non è riposta nel fare ciò che più piace, ma consiste nel vivere in virtù di leggi ispirate all’autorità di Dio»; quante persone, al giorno d’oggi, irretite nell’abulia della “ricerca della vera libertà”, dovrebbero tenere a mente queste parole, sempre così vere?

Qual è la sua citazione preferita, tratta da Leone XIII?
«Nessuno rimane tanto presto oppresso quanto colui che si abbandona ad una stolta sicurezza».

Di papa Leone XIII si raccontano anche episodi simpatici: ce ne dice uno che l’ha colpita particolarmente?

È vero, ce ne sono tanti. Leone XIII ebbe sempre un’acuta prontezza di spirito. Nel libro cito un aneddoto simpatico: un porporato americano, ricevuto in udienza, al termine del colloquio, trovandosi innanzi ad un omicciolo ormai consunto dagli anni (morì a 93!), debilitato, malfermo e prossimo alla fine, si congedò dicendo: «Santità, poiché non ci rivedremo più su questa terra, addio!». Leone, comprendendo benissimo la ragione di quel saluto, con vispo humor ribatté: «Ma Eminenza, ha forse un brutto male, ché non ci rivedremo più su questa terra?».

Da cosa deriva il suo amore per i papi? Prima di questo libro ne ha pubblicato anche uno su Paolo VI

Come l’origine di ogni passione, anche la mia per i Papi rimane un mistero a cui non saprei dare un risposta; so solo che essa è in me qualcosa di grande e forte. Paolo VI è il Papa che più amo e stimo. A lui mi sento incredibilmente legato. Non a caso ho scelto di inviarle una mia fotografia insieme a Giovanni Battista Montini. Forse le ragioni del mio amore per i Papi risiedono nella mia fede, che si identifica profondamente all’interno della tradizione della Chiesa Cattolica Romana. Tuttavia, ripeto, non saprei dare una risposta.

Quali sono le sue letture preferite?
La storia della Chiesa contemporanea, e ovviamente dei Papi, è parte preminente della mia biblioteca. Inoltre sono molto attratto anche da opere di mistica, biografie e scritti di santi, nei quali ricerco l’azione dello Spirito Santo e spunti per la mia vita di fede. Tra le mie letture non mancano, poi, neppure testi letterari, di narrativa o poesia (un po’ di tutti i periodi tranne quella del giorno d’oggi, che faccio fatica a considerare “letteratura”), libri di attualità politica e saggistica in genere, sia d’argomento laico che religioso.

Ha altri studi in mente per il futuro?
Al momento mi sto preparando per scrivere una vita della Vergine Maria (lavoro lungo e molto delicato). Poi, lei è il primo a cui ne faccio cenno, sto anche immaginando un lavoro sul sacerdote riminese don Oreste Benzi, uomo di grande carità, che donò tutta la propria vita a beneficio del prossimo. Queste sono un po’ le idee; ma, come si è soliti dire, l’uomo propone e Dio dispone!

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