25 aprile 2010. Bella ciao!
Come è noto l’ “inno” del 25 Aprile è Bella Ciao, che ricorda la Resistenza e la guerra partigiana contro l’occupazione nazista e il fascismo.
Ma viviamo in tempi difficili, e già più di un sindaco, soprattutto nelle brumose regioni del Nord, ha dichiarato che non permetterà alla banda del suo comune di suonarlo, perché non è una canzone “istituzionale” e, dunque, meglio sostituirlo con altro; ad esempio, la Canzone del Piave, che è un bellissimo canto popolare, ma che, con la celebrazione del 25 Aprile, ci sta come i cavoli a merenda – metafora poco elegante, ma appropriata – . Pertanto, in nome dello spirito di conciliazione che si invoca anche dalle alte sfere, e in nome dell’amore contro le odiose contrapposizioni che non fanno bene alla nostra democrazia, che sì, è nata dalla Resistenza, ma bisogna guardare in avanti, ohibò, e corrispondere al genuino sentimento della “gente” – soprattutto se santificata dalle acque del divino Po – propongo di cantare questa versione di Bella ciao, che è più padana, in quanto canto delle mondariso, salvo notare che non è certo, nel contenuto, meno “resistente”, anche perché molte di quelle donne confluirono nel movimento partigiano di cui furono fiere coprotagoniste.
E questa è Storia.
Bella ciao delle mondine
Alla mattina appena alzata
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciaoalla mattina appena alzata
in risaia mi tocca andar.E fra gli insetti e le zanzare
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciaoe fra gli insetti e le zanzare
un dur lavor mi tocca far.Il capo in piedi col suo bastone
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciaoil capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.O mamma mia, o che tormento!
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciaoo mamma mia o che tormento
io t’invoco ogni doman.Ma verrà un giorno che tutte quante
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciaoma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.












be come al solito c’è chi non sa trovare altro modo per farsi pubblicità, rinnegare le origini della nostra democrazia e libertà e di gran moda…è prorio l’italiano che non vede mai niente di buono nel passato che è cpstato sangue e lotta, come si pensare di insegnare la storia del novecento e bandire la resistenza al di la dle colore politico.Ultimamente non è neppure un vero credo politico ad animare partiti e alleanze ma vedo all’orizzonte solo un interesse per il guadagno prorpio, chi si sta preoccupando delle famiglie che non riescono a mantenere un livello di vita decoroso, e non suonano più Bella ciao qualcuno lo ha scelto perchè ricorda la fame che allora era per tutti …e questa è la nostra realtà.