Intervista a Roberta Argenti, autrice de I guardiani del Colosseo
Chi sono i guardiani del Colosseo?
Nel racconto che dà il titolo a questa raccolta, ho immaginato che i guardiani del Colosseo fossero gli spiriti dei gladiatori: una moltitudine di guerrieri prende forma in una sorta di nebbia o fumo che filtra attraverso le fessure per farsi incontro a un Goethe bambino che li attende impaurito e trepidante sulla cima di una colonna. Ma questi guardiani rappresentano anche la parte meravigliosa e inafferrabile delle cose. Sono metafora di un particolare modo di sentire che porta a stupirci di fronte al mondo e prepara all’inatteso. Rappresentano la fuga da una razionalità spinta che vorrebbe imbrigliare in un senso definito ogni cosa; sono l’ineffabile che trova nell’arte la sua più efficace espressione.
Come mai hai scelto di rivolgerti a un pubblico giovane?
Perché in una dimensione in cui si dà valore al gioco, mi sento più libera di esprimermi. In un confronto con un pubblico di bambini o adolescenti le regole sono più elastiche e la mia scrittura si fa più sicura, svincolata da condizionamenti o eccessive costrizioni. A dirla tutta, però, queste storie non sono affatto “forzate” ma rappresentano molto da vicino il mio modo di sentire l’arte; sono quindi convinta possano essere accolte favorevolmente anche da un pubblico più adulto.
I tuoi studi filosofici quanto ti hanno aiutata nello scrivere il testo?
Sono stati fondamentali. La filosofia estetica ha contribuito in modo determinante a sviluppare la sensibilità da cui nascono queste storie. Il primo spunto per la scrittura di un racconto fantastico l’ho avuto mentre stavo scrivendo la mia tesi di laurea sulla pittura di Cézanne in relazione al pensiero filosofico del Novecento!
In base alla tua esperienza, cosa manca ai libri “per giovani” di oggi?
Mi pare che manchino i contenuti e credo che questo non riguardi solo la letteratura per ragazzi. Spesso si raccontano belle storie che non hanno niente di nuovo da dire. E così viene riproposta all’infinito la storia di Cenerentola o si favoleggia di mondi incantati che, con elfi o senza, finiscono tutti per assomigliarsi un po’ troppo. Io credo che nella scrittura, così come in ogni forma d’arte, sia necessario inseguire qualcosa di originale e che non ci si possa limitare all’eterna, logora lotta tra bene e male, tra buoni e cattivi. Un buon libro per ragazzi, o forse un buon libro in generale, dovrebbe essere capace di aprire nuovi orizzonti a partire dalla sensibilità contemporanea, stimolare curiosità e fantasia, far nascere domande, dare la spinta verso nuove risposte. Non credo che non esistano buoni libri, credo però che oggi lo spazio maggiore di visibilità sia riservato a quelli mediocri.
Consigliaci un libro da leggere e uno da evitare
Credo sia importante leggere di tutto per sviluppare una buona sensibilità alla lettura. A mio personalissimo giudizio, perfino Dan Brown può dare spunti di riflessione se si procede per comparazione con qualcosa che ha un valore. D’altra parte, se considero il fatto che mi capita molto spesso, nel tempo, di cambiare opinione, sinceramente non mi sento di sconsigliare niente a nessuno. Suggerire un solo libro mi mette un po’ in difficoltà ma, vista l’occasione, ne citerò con piacere uno che ha influenzato moltissimo la mia scrittura: Le Cosmicomiche di Italo Calvino.
Roberta Argenti
I guardiani del Colosseo.
Racconti di una Roma fantastica
Thyrus 2009
pp. 80, euro 10,00











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