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Passeggiando per Calcata

Scritto da – mercoledì, 13 gennaio 2010 – 08:00Nessun commento

Situato in provincia di Viterbo e abbarbicato su una roccia di tufo, nella valle del fiume Treja, mi appare in tutto il suo fascino il villaggio medievale di Calcata, un piccolo suggestivo gioiello comparso nelle carte ufficiali solo a partire dal 1700, benché alcune case di tufo risalgano addirittura al 1200.

In questo antico borgo del tutto pedonale, il silenzio quasi irreale infonde serenità ed è interrotto da suoni melodiosi perché esclusivamente naturali: il canto degli uccellini, il suono della cascata, il fruscio delle fronde degli alberi mosse dal vento. Un vero e proprio paradiso di circa settanta abitanti, tra stranieri e romani, che benché risulti oggi un po’ spopolato, non è mai stato del tutto abbandonato. Un tempo fu erroneamente considerato pericolante e gli abitanti decisero di spostarsi nella Calcata nuova, poiché demolire e ricostruire era impensabile e poco conveniente. In realtà il paesino ha dimostrato di reggere lo scorrere del tempo, con le sue case per metà in muratura e per metà ricavate nel tufo, e negli anni Sessanta è divenuto il paradiso di tutti quegli artisti e intellettuali alternativi che volevano fuggire dalla città. Dopo gli anni Settanta ne arrivarono degli altri, attratti proprio dai vecchi abitanti rimasti e dalla bellezza della natura: scrittori e studiosi in cerca di serenità, pittori, che trasformarono vecchie cantine in negozietti in cui esporre oggetti d’arte di vario genere. Tra le sue viuzze, in un’atmosfera che definirei hippy, incontriamo botteghe artigiane, addirittura di antiquariato indiano, esposizioni di statuine di legno e tufo, sculture, persino un museo in cui sono conservati vecchi attrezzi da contadino e non solo.

La piccola chiesa racconta strane storie, come quella che la vuole custode di quello che si dice sia stato il prepuzio di Gesù Bambino, reperto collegato a leggende che ci si tramanda e che pare sia stato trafugato negli anni Settanta. Ma, a contraddire ciò, si vocifera tra gli abitanti che sia in realtà rimasto all’interno nella chiesa, ma nascosto in un luogo segreto perché definito imbarazzante! Nella stessa chiesa, si trova un’ampolla d’olio che si dice sia stato usato per ungere i piedi di Gesù.

Spopolato o no, il borgo di Calcata organizza mostre, concerti, conferenze, attività culturali, eventi legati alla scrittura e offre ottime sistemazioni a chi vuole soggiornarvi per staccare la spina e ritrovare antichi sapori.

Tra i suoi abitanti, ve n’è uno dal vissuto davvero particolare, Paolo D’Arpini, fondatore del Circolo Vegetariano di Calcata, ecologista, poeta e scrittore, che vale davvero la pena di conoscere.

Vi invito a visitare questo strano e affascinate luogo, a conoscerne gli abitanti, per farvi trasportare in un tempo che non è più il nostro ma che andando via ci si porta dentro con un sorriso.

E, chissà, forse anche con un pizzico d’invidia.

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