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Archivi per January, 2010

Jerome David Salinger (1919-2010)

J. D. Salinger

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia…

D.B. mi ha domandato che cosa ne pensavo io di tutta questa storia che ho appena finito di raccontarvi. Non ho saputo che accidente dirgli. Se proprio volete saperlo, non so che cosa ne penso. Mi dispiace di averla raccontata a tanta gente. Io, suppergiù, so soltanto che sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Perfino del vecchio Stradlater e del vecchio Ackley, per esempio. Credo di sentire la mancanza perfino di quel maledetto Maurice. È buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.

incipit ed explicit de Il giovane Holden di J.D. Salinger

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  • Archiviato nella categoria: 01. Editoriale
  • Il ragazzo del treno

    Un treno

    Sono in treno verso Torino. Eurostar 9712. Il numero del treno non è indispensabile per quello che devo dire, ma ho un amico che ci tiene a queste precisazioni ferroviarie, e allora se non lo scrivo mi sembra di fargli un torto.

    Comunque, a Vicenza sale un ragazzo un po’ ciccione, di quelli con la faccia simpatica, e si siede accanto a me che sono accanto al finestrino.

    Di solito non sono proprio contenta se un grasso mi si siede accanto, perché straborda dal suo posto e invade il mio con i suoi lardi. Però ho anche un po’ di sensi di colpa per questo, che non è mica colpa sua, cioè, magari anche sì, magari si straffoga di schifezze, però io questo non lo posso sapere. E allora gli sorrido, al ciccione, per i sensi di colpa, e lui si accomoda e straborda con disinvoltura. Poi pronuncio al telefono la parola poesia e lui si mette pure a parlare, che quell’argomento gli interessa, perché anche lui scrive poesie. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 02. Poeticamente parlando
  • Copertina del libro Per vivere con poesia di Mario QuintanaPer vivere con poesia è una raccolta di pensieri, aforismi e brevi poesie del poeta brasiliano Mario Quintana selezionate, nella versione originale, da Márcio Vassallo. È la seconda opera di questo autore pubblicata in Italia e tradotta, come la precedente, dal poeta e docente universitario Natale Fioretto.

    Una grande qualità di Quintana è quella di affrontare  tematiche importanti e profonde con leggerezza ed immediatezza senza essere mai né banale né scontato. In questa raccolta si incontrano pensieri che riguardano molte delle cose dietro le quali innumerevoli altri hanno cercato il senso profondo dell’esistenza:  Dio e la religione (che, secondo l’autore, hanno ben poche cose in comune), il rapporto dell’uomo con il tempo e con gli oggetti che ci fanno percepire il suo trascorrere inesorabile e crudele, come le fotografie, gli orologi e gli specchi.

    L’infanzia, con i suoi giochi, i suoi sogni e le sue fantasticherie, diventa una faccenda molto seria e fondamentale, mentre la morte viene osservata da una prospettiva irriverente nonché  privata delle sue connotazioni terribili e spaventose perché, dopotutto, è solo una ‘mancanza di concetto’. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 03. Un libro e il suo autore
  • Intervista ad una lettrice: Adriana Mulas

    Intervista ad una lettrice: Adriana Mulas

    Oggi, per la consueta intervista ai lettori, vi presento la signora Adriana Mulas di Aprilia.

    Adriana, lei che lettrice è, saltuaria, accanita, avida o pacata?
    Diciamo che sono pacata per necessità! Purtroppo le incombenze quotidiane, gli impegni lavorativi e tutto ciò che può distogliermi dalle passioni – in questo caso quella della lettura – finisce per limitare o educare il mio essere “avida”. Infatti la mia indole di grande curiosa è quella frenetica di chi tutto vorrebbe sapere e conoscere, ma ahimè  non posso permettermela…

    Che cosa cerca in un libro? Cosa la appassiona al punto da indurla ad andare avanti, pagina dopo pagina?
    Intanto la conoscenza. Dell’essere umano per esempio, poiché colui che scrive trasmette sempre qualcosa di se. Cerco l’intimo, l’essenza, ma anche la cultura perché come ho detto prima sono curiosa, assetata del nuovo, dunque tra le pagine vivo la cultura sviluppata da altri e lascio che mi venga trasmessa, mi apro per coglierla riga dopo riga. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 04. Librerie e lettori
  • Come in uno specchio

    Specchio, specchio delle mie brame...

    Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più fortunato del reame?

    Vite appannate. Vite soppresse. Vite spezzate. Vite adagiate.
    Chi sono i morti e chi sono i vivi?
    Non saremo forse noi i morti sotto le macerie dell’indifferenza che riesce ancora a far capolino nonostante la drammaticità degli eventi?

    L’orizzonte finisce dietro casa, abitato da notizie sempre nuove che riempiono il piccolo spazio del nostro cortile.
    Senso di soffocamento. Senso di impotenza. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 05. Punti di vista
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