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Brigitta

Scritto da – mercoledì, 23 dicembre 2009 – 08:00Nessun commento

La Princi...pensa

C’era una volta, molto tempo fa, in un posto così lontano che nessuno sa il suo nome, una giovanetta figlia del re di quel paese. Era una ragazza simpatica e carina ma piuttosto lenta ad apprendere e a scuola tutti la portavano in giro, ma di nascosto, per non offendere il loro sovrano. La giovane si chiamava Brigitta, cosa di cui lei era certamente a conoscenza, ma anche quando le chiedevano come si chiamasse lei era lenta a rispondere e spesso diceva che doveva pensarci su. Così un po’ alla volta tutte le persone del regno cominciarono a chiamarla Sua Altezza la “Prici… pensa”.

Come sta la Princi pensa? Cosa fa la Principensa? A che pensa la Principensa?
Mah, chissà? Che ne so? Fammi pensare un po’…

I monelli del paese ripetevano questa canzoncina sotto le sue finestre e scappavano a gambe levate quando le guardie del castello si affacciavano alla porta.

Brigitta ci mise un po’ di tempo per capire che parlavano di lei e che la prendevano in giro, poi però, quando ebbe ben realizzato la situazione, piombò in una cupa tristezza e non volle più uscire, né per andare a scuola né per andare a passeggio, né per andare alle feste degli altri principi vicini. L’unica cosa che le piaceva era stare in cucina tra le serve, cosa poco decorosa per la sua posizione regale, ma almeno così imparò a fare dei dolci molto buoni.

Il Re e la Regina non sapevano come aiutarla, finché una cameriera disse al cocchiere che forse, per far riacquistare il buonumore alla giovane Principensa… ooops! Principessa, sarebbe stato utile dare una festa e invitare tutto il paese a mangiare le sue torte. I due sovrani che sedevano dentro la carrozza reale sentirono e subito accolsero quel suggerimento.

Brigitta come al solito dovette pensarci un po’su, prima di capire e decidere, poi disse di sì.

La sera della festa davanti al castello si presentarono file e file di persone di tutti i tipi: contadini, fabbri, marchesi e duchesse, sarte e guardiane d’oche, soldati e generalesse, mendicanti e banchieri… insomma tutti gli abitanti del regno si presentarono, per vedere cosa la loro “principensina” sarebbe riuscita a fare.

La cena andò benissimo e tutti dissero che mai a memoria d’uomo e di donna s’era vista una festa così piena di ogni ben di Dio, ma tutti aspettavano i dolci fatti da Brigitta che fino a quel momento era rimasta in cucina a fare creme, montare la panna, farcire bigné. A mezzanotte in punto la grande porta del salone d’onore si aprì e sullo sfondo comparve un carrello pieno di dolci meravigliosi, portato proprio da Brigitta che per l’occasione – dopo averci pensato non più di una settimana – si era messa un vestito tutto coperto di perline dorate e dunque era molto carina. Le cose andavano per il meglio quando accadde l’imprevedibile. Un inserviente a cui era affidato il compito di portare fuori gli avanzi della cena e stava trascinando un bidone pieno di una brodaglia disgustosa – perché anche le salse, i sughi, le verdure e gli arrosti, cioè le cose più buone prese ad una ad una, quando si mescolano possono diventare più puzzolenti di un pozzo nero – preso dalla curiosità di vedere la sala della festa, fece una deviazione dal suo percorso, scivolò su un gradino e andò a sbattere proprio sul retro del carrello tirato da Brigitta, che in un attimo si ritrovò il suo bel vestito e i suoi favolosi dolci ricoperti dal contenuto del bidone.

Ci fu un ohohohoh generale e tutti gli invitati andarono in soccorso della povera giovane che, tutta sporca e gocciolante, piangeva a dirotto sopra i suoi bigné spiaccicati, sopra le meringhe spiaccicate, sopra le lingue di gatto spiaccicate, sopra la crème brulée spiaccicata sopra la panna cotta spiaccicata sopra la torta gelato spiaccicata… e non vado avanti, tanto avete capito.

Quello che invece occorre dire è che da quella sera nessuno chiamò più Brigitta la “Princi… pensa”; tutti infatti la chiamarono la “Princi …puzza”, e se questo fu un bene o un male, decidetelo voi.

Foto | gutter

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