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Archivi per December, 2009

Il 2009 è agli sgoccioli: più o meno tra quarantotto ore lo considereremo vecchio e daremo il benvenuto al 2010. Come è stato per voi il 2009? Cosa vi aspettate dal 2010?

Per noi della Graphe.it è stato un anno importante, di crescita e di riflessione. Abbiamo preso delle decisioni di cui vi faremo sapere nel corso dell’anno nuovo.

Intanto, un augurio: perdetevi tra le pagine di un libro, come succede nel film Inkheart (che vi consigliamo di vedere, magari in una di queste sere del nuovo anno).

Auguri!

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  • Archiviato nella categoria: 01. Editoriale
  • Amo la poesia

    È Concetta Aiello che oggi condivide con noi i suoi appunti sulla poesia.

    ***

    Pablo NerudaAmo la poesia. Amo la forza che mi lascia dopo avere scritto con passione e sentimento su un foglio bianco. La poesia: nessuno mi ha insegnato a scrivere poesia, semplicemente scrivo. Scrivo con gli occhi: osservo il mondo assorbendone ogni goccia, e la penna come un fiume in piena esonda di parole in una pianura candida. Scrivo con la pelle, assimilo profumi e colori, vibrazioni che scrivo su un pentagramma immaginario, tra acuti e andanti allegri scaturisce la forza della poesia. Scrivo con la mente, e qui il discorso è più difficile. La mente è razionale, tutto deve avere un senso, deve essere concreto e guidato da regole… no, non scrivo mai con la mente.

    Con la mente è mentire! Io scrivo con l’anima. Scrivo quando sento quel calore che sale, scrivo quando tra me e il mondo scompare quel confine (io lo chiamo stato di grazia, è improprio?) e parole fluiscono, riempiendo pagine bianche.

    Io scrivo
    Io scrivo di emozioni, di sentimenti, di vecchi ricordi, di aquiloni.Scrivo e regalo ciò che sento Ad una platea sconosciuta ed attenta. Io scrivo di amori che mi hanno Lasciato splendidi ricordi, fatto battere forte il cuore, e dato a piene mani anche dolore. Io scrivo della vita, del sole e delle stelle, nel silenzio il freddo increspa la mia pelle.Scrivo di certe notti solitarie e belle. Io scrivo e nel mercato ho lo spunto giusto, incrocio persone cariche di vibrazioni, e guardandole negli occhi, aspetto che l’attimo mi scocchi…

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  • Archiviato nella categoria: 02. Poeticamente parlando
  • Fabio CentamoreFabio Centamore – di cui abbiamo pubblicato su GraphoMania alcuni racconti nei giorni scorsi – ha scritto un libro dal titolo Alle sett’albe. Una raccolta di racconti ambientati nel futuro che possono essere letti anche come un unico romanzo. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Fabio Centamore per conoscerlo meglio.

    Chi è Fabio Centamore?
    Essenzialmente è uno sperimentatore dotato di razionale controllo. Mi piace interessarmi di tante cose, per esempio ho studiato Informatica e anche Filosofia all’Università di Pisa. Sono sempre stato attratto dalle multiformi personalità rinascimentali come Cristoforo Colombo, Giordano Bruno, Michel de Montaigne e Leonardo da Vinci. I computers e la programmazione mi hanno sempre affascinato insieme alla tecnologia e alla corsa allo spazio. Insomma, ho sempre dovuto lottare fra due anime apparentemente opposte: l’animo scientifico, razionale, rigoroso, sistematico e l’animo umanistico, sensibile, emotivo, intuitivo, teso a captare l’inverosimile. Alla fine, ho pensato che scrivere era un ottimo modo di conciliare queste mie due anime. Non aspettatevi da me, in futuro, che ripeta le stesse esperienze letterarie. A due di questi racconti, sto scrivendo un seguito. Saranno due romanzi ma, occhio, sto anche scrivendo un terzo romanzo che sarà forse l’inizio di una via nuova.

    Perché ambientare i racconti in un futuro non definito?
    Laddove il futuro rimane indefinito può essere forse confuso con il presente. Ciò che volevo raggiungere con questi racconti era anche questo: intrecciare tematiche del nostro tempo presente al futuro incombente. Come dire, “vedi? Anche domani questi problemi continueranno a rincorrerci”. Poi c’è anche un’altra ragione. Non mi piace dare troppi punti fermi al lettore, è come se lo costringessi a stare dentro il mio punto di vista. Invece, io desidero che il lettore sia libero di accostarsi alle mie storie creandosi un suo personalissimo quadro di lettura. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 03. Un libro e il suo autore
  • Piazza Repubblica Libri di CagliariLa libreria Piazza Repubblica Libri di Cagliari, si presenta ai lettori come una inesauribile fonte di idee e iniziative apprezzatissime dal pubblico sardo e non solo; sono tanti coloro che me l’hanno segnalata come delizioso punto d’incontro tra chi legge e chi scrive, dunque oggi la visiteremo insieme attraverso un’amichevole chiacchierata con coloro che l’hanno creata.

    Benvenuti su GraphoMania, un po’ blog un po’ magazine, ci raccontate la storia di questa vostra libreria?
    Patrizio Zurru: Ho deciso di aprire una libreria mia dopo aver lavorato per altri per più di quindici anni. Ho scelto come posizione il centro commerciale vicino al tribunale, dove già ci sono sei librerie “storiche”. Una pazzia sembrava, invece il modello inglese di zone ad alto tasso di librerie sta iniziando a pagare, specie per l’offerta di servizi e iniziative particolari.

    Mossa coraggiosissima davvero! E, a proposito delle vostre iniziative particolari, parliamo un momento di “Scrittori socialmente utili”, che vi ha portato popolarità in tutta Italia. Di cosa si tratta?
    Patrizio Zurru: Smontiamo l’idea di Scrittore come entità irraggiungibile. L’Autore viene in libreria e fa il commesso per noi: sistema libri a scaffale, organizza le vetrine, ma soprattutto si occupa dei clienti. Ad una condizione però. Può consigliare qualsiasi libro tranne quelli scritti da lui, per quello ci siamo io e mia moglie Daniela. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 04. Librerie e lettori
  • Nel tempo

    Il punto di vista di oggi è affidato a Concetta Bomba, che abbiamo intervistato qualche tempo fa.

    ***

    Tempus fugitAncora un 31 dicembre, un altro; ancora una fine che segna un nuovo inizio, un ricominciare daccapo ciò che si è già vissuto ripetutamente nel tempo precedente, ma che pur lo si affronta come possibilità di un tempo di nuova specie.

    Se tutto ritorna, le stesse cose di prima non possono mai più essere come prima: tornano, ogni volta, come infinita possibilità di divenire ciò che non sono mai state prima. Ma non in  quanto le cose passate non abbiano alcun valore; ciò che è stato, pur se accompagnato da una insopprimibile sensazione di inconsistenza, di vacuità, è “tempo vissuto” e, in quanto tale, mai tempo “perso”.

    Basterebbe entrare nell’ottica del tempo che “irrompe” nella propria vita trascinandoci al suo interno in un processo di metamorfosi continua che, eliminando la distinzione tra un passato rimpianto o rinnegato, un presente appagante o deludente, ed un futuro desiderato o minaccioso, rende eterno l’istante di un “adesso” non più frantumato. (more…)

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  • Archiviato nella categoria: 05. Punti di vista
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