Per il terzo appuntamento della nostra rubrica Poeticamente parlando Maurizio Alberto Molinari ci presenta il libro di Concetta Aiello, All’ombra del campanile fra sogni e tempeste (Editore Montedit, 2008).

Copertina del libro All’ombra del campanile fra sogni e tempeste di Concetta Aiello“Tratti di vita, appunti di un viaggio vissuto intensamente, luci e colori della mia adolescenza, della mia vita di donna e di madre”, queste parole, estrapolate direttamente dalla nota introduttiva di Concetta Aiello, poetessa del canavese, conducono all’interno di un percorso costante e concreto, distribuito equamente tra ricordi e futuro, passione e natura, leggerezza ed emozione, amore e passione, famiglia e passione, quella passione importante di Aiello per la scrittura e la poesia.

La sua poetica si sussegue in questa silloge come un flusso costante di suoni, immagini e sensazioni, delineando profili di ricordi e strappi di futuro dove il piacere di fissare gli istanti è sinonimo di fotografie orgogliose della natura e di tutto quello che la circonda – a partire della sua famiglia e dall’amore sincero verso suo marito, elemento costante della sua ispirazione poetica –, della sua voglia costante di regalare preziose gocce di vera poesia.

Le sue parole sono quotidiane, molto vicine a tutti noi, parlano di cose semplici ma lo fanno con la pienezza della loro musicalità e con l’intensità dei suoi contenuti, della sua poetica a cui voglio lasciare spazio per capire meglio…

Un velo di polvere soffoca il cuore, spegne ogni tentativo di volare…
gli occhi guardano senza vedere…
il velo copre come una carezza il cuore
che aspetta in silenzio l’alito di vita

(da: Un velo sul cuore)

Il viale di vecchie querce evoca passati splendori e l’eco di passi in lontananza lascia profumi e terra tra le mani

(da: Immagini di solitudine…)

E fra le mie dita passerà la sabbia dei ricordi. Il mare mi porterà conchiglie rare e preziose – il maestrale spingerà verso di me parole in volo… – …scriverò, non su pagine bianche, di questo amore scriverò nel vento….

(da: Lo scriverò nel vento)

L’ombra del campanile si allunga nel silenzio della piazza… – dove finisce il giorno ci sono i ricordi e il mio domani…. – il sonno non mi è amico
e io non voglio perdere neanche un minuto di questo viaggio con il finale ignoto, voglio lasciare traccia del mio passaggio fino a dove il giorno finisce…

(da: Dove il giorno finisce)

…Allora sospesa tra cielo e mare
torno a riva. A faccia in giù nella sabbia fredda mi ritrovo…
E resta solo il pianto stanco

(da: Sabbia)

In questa presentazione atipica di Concetta Aiello, per mia scelta personale, ho preferito lasciare spazio ai suoi versi – con un forte contributo di estratti poetici – perché a mio parere questo rimane il modo più chiaro ed importante per riflettere sui temi dell’ispirazione e sui contenuti della poetica di un autore.

In questo modo immagini ed emozioni si susseguono tra la solitudine dei pensieri e il piacere dei ricordi adolescenziali, nel piacere di sentirsi parte integrante della natura, di essere moglie e madre con lo stesso amore (evento ormai raro), della bellezza e orgoglio delle proprio origini, dell’amore per una terra che l’ha accolta e che lei riama con la medesima intensità – nei suoi paesaggi di monti, valli, colori e delle sue nevi –, di sottolineare come persino il sonno sia sintomo o percorso di vita nella scrittura, per il tempo regalato o negato, per il semplice piacere di esistere e di poter condividere la semplice essenza della nostra condizione umana.

La poetica della Aiello si può quindi paragonare ad un volo poetico che s’inoltra con garbo verso la luce della vita, verso l’entusiasmo di vivere, quasi fosse una continua e costante rivelazione.