Annunciazione, annunciazione…

Al telegiornale regionale dell’Umbria ho appena sentito un servizio relativo ai due giovanissimi folignati – circa quattordici anni, sia lui che lei – che sarebbero in attesa di un figlio. Il servizio è stato presentato con questa frase d’apertura: “Ed ecco finalmente una bella storia d’amore…”
Forse il giornalista intendeva dire che, dopo tante notizie di varia criminalità: furti, aggressioni, truffe ai danni dei cittadini, ecc., e dopo sciocchi servizi su mercatini e fiere che non propongono niente di nuovo rispetto a quanto ci offre il supermercato sottocasa, tranne forse un aumento del traffico e del disordine nella città, beh, l’annuncio di un prossimo nuovo nato, in periodi di forte denatalità, può comunque essere considerato una “bella” notizia. Ma che questo bambino o bambina possa essere ritenuto – tout court – il frutto di una “bella storia d’amore” mi lascia molti dubbi. Mi viene più facile pensare che sia il prodotto del fallimento dell’educazione sessuale in famiglia e nelle scuole e l’ennesimo scivolone sulla strada di una pratica sessuale, sempre più precoce ma sempre meno “protetta”. Il servizio diceva che se questo evento fosse capitato in Gran Bretagna dove molte sono le adolescenti che restano incinte, non ci sarebbe stato alcun clamore – quasi un velato rimprovero di provincialismo alla sua stessa rete e ai colleghi delle cronache dei giornali locali-e doverosa è apparsa l’intervista all’assessore comunale per le politiche sociali che ha assicurato il massimo sostegno alla coppia, da parte delle istituzioni – laddove se ne ravvisasse la necessità, perché in primis tocca alla famiglia (di lei, immagino) far fronte all’evento – . Bene, due ragazzini giocano al dottore e all’infermiera e nascerà un figlio o una figlia, che cambierà la loro vita quando ancora non hanno deciso neanche che corso di studi seguire, se seguirlo, con quale obiettivo, con quali prospettive generali di collocazione nella vita che verrà. Intanto qualcuno/a dovrà occuparsi del/lla nascituro/a – sono maligna se prevedo, più lei che lui? – e qualche famiglia dovrà fare posto alla novità, e certamente alla fine farà buon viso, perché noi italiani siamo – come si sa – brava gente e alla famiglia dopotutto teniamo molto. Per questo il TG3 dell’Umbria non s’è peritato di fare andare un servizio che non apre alcun dilemma, non solleva perplessità, che dà per scontato che vivranno tutti/e felici e contenti/e, in nome dell’amore e del presepio, che tra qualche giorno si comincerà a fare per celebrare il santo natale. Dopotutto anche Maria era quasi una bambina quando ha accolto l’annuncio, e chi ce lo dice che anche quest’ultimo nato non potrà diventare un “salvatore” (argomento forte nella mia parrocchia, al tempo del dibattito sull’aborto)?
Intanto lo è della cattiva coscienza e dell’indifferenza a quanto questa società semina tra i/le giovani, senza raccogliere altri frutti che l’innocenza offesa: di lei, di lui, di chi ancora non c’è, ma arriva sulla scena con gli applausi preventivi di chi presto se ne dimenticherà.
Foto | Foxtongue











A 14 anni, avevo da pochissimo smesso di giocare con Barbie, e non perchè io fossi una ritardata mentale ma perchè – forse – c’è un tempo per tutto. E c’è il tempo, per la “sacra famiglia”, di aiutare i propri membri a comprendere che un figlio è per sempre, e per sempre resta il prodotto di qualcosa o qualcuno. Concordo con l’amarezza di Silvana, con il suo disappunto, e con la sua perplessità. E stringo a me con il pensiero il futuro nascituro e quei ragazzini che lo metteranno al mondo immaginando di sfamarlo da Mc Donald con la paghetta di papà.
Leggo sul giornale che una ragazzina rumena di 13 anni sarebbe stata “liberata” dalle forze dell’ordine perchè segregata in casa dalla suocera dove viveva insieme al marito 21enne, sposato in Romania, secondo una usanza rom.L’articolo è pieno di virgolette, ad esempio a circoscrivere la parola marito, che mettono in dubbio la maturità e dunque la capacità/possibilità di scelta della giovane sposa (altre virgolette) ad affrontare una vita a cui la sua età ancora non la chiamava.La ministra Carfagna in tv si è detta soddisfatta dell’operazione di polizia e lo sono anch’io, naturalmente.Ma come la mettiamo con la “bella storia d’amore” ( le virgolette sono mie) dei quattordicenni di Foligno in procinto di diventare genitori? A proposito, quella storia come è finita?