30 Nov

Da più parti si parla degli e-book e del fatto che stanno avendo un grande successo. Dopo aver valutato il tutto come casa editrice abbiamo deciso di iniziare l’avventura nel mondo dei libri elettronici. Questo è stato possibile grazie all’accordo tra Simplicissimus Book Farm e FIDARE (Federazione Italiana degli Editori Indipendenti) di cui la Graphe.it Edizioni è membro. Di seguito il comunicato stampa.
Milano, 23/11/2009
Ebook finalmente anche in Italia grazie all’accordo quadro Simplicissimus / FIDARE
Grazie all’accordo firmato oggi tra Simplicissimus Book Farm e FIDARE (Federazione Italiana degli Editori Indipendenti), anche l’editoria italiana inizierà a rilasciare le proprie opere in formato ebook per distribuirle nelle maggiori librerie online.
Gli editori di FIDARE si avvarranno delle competenze della Simplicissimus Book Farm per la conversione a condizioni vantaggiosissime al formato ePub validato dei loro cataloghi, e gli ebook così prodotti verranno immessi sul mercato attraverso la piattaforma di distribuzione messa a punto da Simplicissimus, SBF STEALTH, integrata con le maggiori librerie online: SBF STEALTH è unapiattaforma informatica che permette all’editore di caricare, immagazzinare, gestire e vendere libri elettronici in maniera semplice ed intuitiva. (more…)
30 Nov
È Alessandra Corsini, autrice della Graphe.it Edizioni, che oggi condivide con noi alcune riflessioni sulla poesia.

Non sono un’esperta di poesia, un critico erudito o un sapiente della materia, ma fin da bambina, scrivo, scrivo le sostanze e i segni della terra, scrivo gli occhi e le parole, scrivo le morti, la perdizione, le passioni, le pause, scrivo poesia. Non mi hanno insegnato, nessuno mi ha detto come scrivere poesia, i miei maestri naturali sono stati i poeti che ho sempre letto avidamente, le stelle, la vita e il dolore sono stati altri maestri, ho seguito una traccia, un profumo, il bisbiglio dell’anima.
Scrivo poesia per diritto alla vita, perché respiro perché le parole di una poesia hanno tutte le mosse della vita, una partitura assoluta, note, gli spasmi, i silenzi, le lacrime, le attese, ogni speranza, il primo sorriso, il mare, i cieli, i vertici, l’orizzonte, l’amore, il primo, l’ultimo, la terra e i suoi tempi, le crocifissioni, la madre, il padre, tutti figli, la luna e i suoi angeli. Note.
Poche righe e parole che sedimentano, condensano, un attrito che a volte diventa doloroso, un’intera azione nel solco aperto del cuore, un’idea assoluta e il suo contrario, vento che racimola sementi e le sparge tra terra e terra, così è per me la poesia, un getto che non controllo, perdo parole, un’emorragia che bagna le ore e il giorno dopo, l’essenza di ogni creazione, la poesia, il nucleo dell’atomo, il riverbero dei pensieri prima di essere, un sorso d’acqua che non ci fa più morire. (more…)
30 Nov
L’uomo che dava in prestito sogni di Anna Rita Armati (Graphe.it Edizioni – collana Calligraphia), è pura poesia. Fin dal principio, il tono da C’era una volta ci conduce dolcemente in un luogo in cui è possibile essere amici di un fiume, parlare con gli alberi centenari, possedere pietre magiche, veder trasformare un falco altruista in una vecchia saggia con tante e tante storie da raccontare.
L’originale racconto narrato proprio da un cantastorie, ci presenta una fanciulla buona e pura desiderosa di conoscere l’Amore vero; un desiderio forse prematuro per i suoi sedici anni, ma così intenso da indurla a camminare per mesi alla ricerca del mitico Uomo che dava in prestito sogni. Un uomo bello quanto inquietante, il cui unico scopo nella vita era proprio quello di concedere questi anomali prestiti in cambio di niente, e tutti coloro che ne ottenevano uno dovevano renderlo rigorosamente al terzo giorno, pena la tristezza a vita!
Con lui la fanciulla realizzerà il suo desiderio e grazie alla sua purezza e alla sua capacità di tramutare ogni dolore piccolo o grande, in gioia, e di trovare il bello in ogni cosa, riceverà un dono che fino alle ultime pagine si rivelerà una scoperta anche per il lettore, ricordando la magia che anche la vita reale può elargire, se sappiamo ascoltare la nostra anima. (more…)
30 Nov
Carissimi lettori di GraphoMania, oggi incontriamo una libreria di Marina di Massa, dal nome decisamente intrigante: Liberi di leggere.
Che cosa contraddistingue questa “giovane libreria indipendente” (per usare la vostra stessa definizione) e quali obiettivi vi siete prefissati alla sua nascita?
La caratteristica principale di una piccola libreria non può che essere il servizio: la cura del cliente, non come vuoto “customer care” per usare la terminologia del marketing, ma capacità di suscitare e accogliere le emozioni e i desideri del cliente. Progettando la mia libreria, mi sono continuamente chiesto: che cosa distingue il cliente di una libreria, da quello di un qualsiasi altro negozio o supermercato? Io credo che il cliente di una libreria sia prima di tutto una persona che cerca un confronto umano, un’occasione di dialogo. Non a caso il fattore determinante per il successo di un libro è sempre tuttora il passaparola, al di là di ogni strategia promozionale. Dialogo, dunque; che non necessariamente passa attraverso le parole. Il libraio, soprattutto in una piccola libreria come la mia, parla attraverso i libri che sceglie, la cura con cui vengono esposti, la prontezza nel fornire un consiglio o raccogliere una prenotazione al momento opportuno; quel tipo di servizio, insomma, che non è più possibile trovare nelle grandi librerie di catena, e che non sarà mai possibile riscontrare in un supermercato.
Parole, dialogo, confronto umano dunque; anche la scelta del nome con il quale è stata battezzata la libreria, ci fa immaginare momenti di relax da vivere in un ambiente che invita e induce alla lettura. È questo che il viandante-lettore trova tra le vostre mura? Un porto sicuro e interessante per lettori che non vanno di fretta?
Ho scelto per la libreria un nome che si prestasse a molteplici interpretazioni, ma la mia intenzione era prima di tutto la più ovvia: pensavo a quei bambini che si avvicinano curiosi ai libri, vedendoli prima di tutto come oggetti da tastare. “Liberi di leggere” vuol essere prima di tutto un invito a guardare al libro come un oggetto tattile; la lettura come un gesto della mano, prima ancora che un esercizio mentale. Tante persone sono disabituate alla possibilità di entrare in una libreria e prendere liberamente in mano i libri, sfogliarli leggerli senza sentirsi obbligati a pagarli prima. È una sorta di timore reverenziale, che vorrei sfatare, perché recuperare la libertà di leggere significa forse anche recuperare il senso di quella libertà interiore che tutti più o meno sentiamo minacciata, per tanti motivi. (more…)
30 Nov
Il punto di vista di oggi è quello di suor Maria Anastasia, priora del Carmelo Santo Stefano in Ravenna. Suor Maria Anastasia è tra le autrici del libro Che fai qui, Elia? pubblicato dalla Graphe.it Edizioni

È bellissimo scoprire come la Bibbia offra al nostro sguardo e alla nostra vita non solo la Parola di Dio, ciò che è uscito e che continuamente esce dalla bocca di Lui, ma anche ciò che esce dalla bocca dell’uomo. Come in un unico respiro, la bocca di Dio e la bocca dell’uomo si incontrano, si baciano. Se Dio dice all’uomo, al suo popolo, ai suoi figli: “Ascolta, Israele!”, l’uomo, a sua volta, dice: “Ascolta, Dio!”. La Bibbia trabocca di queste eco, risuona continuamente di queste semplicissime parole, che sono quasi un soffio, un respiro, appunto. E perciò tutta una vita. Forse proprio questa è la preghiera, l’invocazione, la ricerca più bella nell’esperienza dell’uomo: il desiderio di ascoltare e di essere ascoltato, per entrare in una relazione vera, intensa, vitale.
E viene da pensare che se Dio ci rivolge questo invito, se ci chiama ad incontrarlo nell’ascolto, è per offrirci un dono grande. Vale la pena, allora, tentare di capire un po’ meglio che cosa Egli voglia suggerirci, quale cammino voglia aprire davanti a noi, rivolgendoci questa semplice parola. “Ascolta!”.
La lingua di Dio, o meglio la lingua in cui è pervenuta a noi la sua rivelazione, è l’ebraico. Lingua sacra per eccellenza, essa differisce da tutte le altre per l’intensità dei significati delle sue parole, per i misteri che le radici verbali portano in sé, per la valenza mistica anche solo della forma o del valore numerico delle sue lettere. Non c’è nulla di insignificante, di banale, nell’ebraico. (more…)