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Che cos’è la poesia? Ce lo dice Mario Quintana

Scritto da – mercoledì, 30 settembre 2009 – 00:044 commenti

La poesia quest'estranea maschera più veritiera della propria faccia

Iniziamo questa nuova rubrica lasciando la parola a un poeta. Dal libro Il colore dell’invisibile di Mario Quintana riportiamo alcuni suoi testi che parlano della poesia.

La poesia
La poesia
quest’estranea maschera
più veritiera della propria faccia.

Poesia
Chi canta le proprie pene,
e le canta bene,
non canta solo le sue tristezze,
ma quelle di tutti.

Il ballerino
Non so ballare.
Il mio modo di ballare è la poesia.

La poesia
Poesia: sonetto del popolo,
fiore di nostalgico incanto…
tutto l’infinito dell’amore
in una sola goccia di pianto.

La poesia
La poesia è un oggetto improvviso.
Gli altri oggetti esistevano già…

S.O.S
La poesia è la bottiglia di un naufrago che gioca col mare.
Chi la trova
salva se stesso…

4 commenti »

  • silvana sonno scrive:

    Mi piace inviarvi questa poesia di mio padre (classe 1910) che mi ha lasciato molti anni fa:

    Qual ti conobbi
    piaciuta mi sei
    divina poesia.
    Olente
    di fiori di prato
    di fieni bronzata
    senza cipria di fronzoli
    o belletto di rima:
    soave attraente magnifica
    la tua semplicità.
    (Armando Sonno)

  • antonella scrive:

    bella l’ idea di quintana di esporre i suoi progetti mentali sulla poesia, ma rimango dolcemente attratta dalla poesia del poeta armando sommo che mi fa declinare il capo e disrticolare le membra in un dolce oblio mi sento leggendo le parole di sommo piu dolce senza peso gravitazionale , magia della poesia !

  • silvana sonno scrive:

    Grazie Antonella a nome di mio padre ma ti ricordo che il suo nome è Armando Sonno e forse questo nome aiuterà ancora di più il tuo dolce oblìo, anche se – grande Freud – penso con te che lui era/è proprio “sommo”.

  • antonella scrive:

    scusa silvana effettivamente e’ importantissimo non sbagliare il nome dell’ autore mi sono distratta poiche’ faccio troppe cose contemporaneamente e alla fine non tutte vengono bene, comunque i lapsus a volte generano verita’ inconsce come dici tu , sommo come “sommo poeta “poiche’ la poesia e’ splendida , il nome rimane Armando Sonno ( mi piacerebbe che ce ne fossero altre di poesie cosi’ magari uno spazio dedicato alle poesie di questo autore sono intense .e le frasi inconsuete eppure cosi’ vicine a sentimenti universali di un linguaggio mentale profondo )

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