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Diego Cugia e gli Invisibili

Scritto da – venerdì, 25 settembre 2009 – 08:00Un commento

Diego Cugia e gli InvisibiliQuando ho ricevuto l’invito per la riunione degli Invisibili del 19 settembre a Roma, sono rimasta intrigata dalle prime parole in esso contenuto (Quei pazzi di aderenti al primo Movimento di Resistenza Culturale Italiana) e dalle ultime – Ricordatevi di essere indimenticabili (almeno per noi).

Avete mai sentito parlare degli Invisibili? Gruppo presente su Facebook che conta più di 7000 iscritti, numero destinato a crescere a vista d’occhio (fondato da Diego Cugia, scrittore e autore radiotelevisivo, nonché personaggio scomodo per eccellenza e oscurato perché non inquadrato né imbavagliabile!), il movimento privilegia, e non solo a parole, la libertà di pensiero, la condivisione della conoscenza, il potere delle idee. Esseri umani che intendono rendersi invisibili mediaticamente per potenziare i valori e le idee in cui credono, affinché circolino libere e senza controllori, vigilanti o padrini. Ecco, così si presenta questa associazione di anime che vi invito a conoscere.

Perché? Per riscoprire l’essenza.

Io ci sono stata, il 19 settembre, in quella sala piena di gente. In una sorta di amichevole terapia di gruppo, si parlava di noi in un noi reale, che rappresentava l’unione senza per questo affossare il singolo. Interventi ora ironici ora carichi di protesta, ora pregni di sconforto e ancora di speranza, senza alcuna scaletta né leader o capobranco. Era un luogo per “pesci fuor d’acqua” in cerca di coloro che, altrettanto disgustati dalla superficialità e dai devianti nuovi messaggi sociali, parlassero una lingua differente. E allo stesso modo, un luogo in cui sentire l’essenza tra sconosciuti che – presi singolarmente – temono di essere nati in terra straniera, ma che in quella sala si sono sentiti finalmente “a casa”. Semplicemente.

L’unione di chi ha perduto la bussola in una società confusa e confusionaria, ignorantemente scaltra, dov’è “l’apparire” il vero credo; persone che non si arrendono, che non si omologano. Per arrivare dove? Vi chiederete. Forse solo a sentirsi meglio. Meno soli. A condividere ascoltando. A esternare parlando. Perché con Gli Invisibili si riscopre il prossimo, colui che ti somiglia ma che nel quotidiano ti passa accanto senza che tu te ne avveda. Dissentendo da ogni forma di discriminazione fra uomo e uomo e riscoprendo il piacere sottile di andare controcorrente.

Non è abbastanza per farne parte?

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