Fotogrammi
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Un racconto di Conci.
Il glicine aveva già sparso i suoi petali ormai avvizziti su tutto il giardino. La pioggia li aveva schiacciati e battuti formando un pavimento davanti alla soglia della casa. Antica. Custode di vite passate in famiglia, infanzie dorate e giovinezze vissute fra gioie e dolori.
Sostava guardando la finestra in alto a destra, sperando si aprisse, come sempre.
Il telefonino squillò: “L’aspettiamo per le 9,30”.
Entrò rapido in macchina, ingranò la marcia e, mentre scorrevano dalla macchina in corsa le immagini della campagna profumata di fresco mattino, avvertì i segni di un malessere esistenziale. Strana giornata, pensò.










