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Il profeta Elia: un uomo per tutte le religioni

Scritto da – lunedì, 3 agosto 2009 – 08:00Nessun commento

Copertina del libro “Che fai qui, Elia?”Il 20 luglio di ogni anno, uomini e donne di diverse religioni si ritrovano insieme in cima a una collina in Israele per festeggiare Elia. Si riuniscono sul Monte Carmelo, nei pressi della grotta di Elia, vicino alla quale si ergono la Basilica e il convento carmelitano dedicato alla Madonna. Questa non è l’unica montagna collegata alla memoria eliana in Terra Santa. Un altro monte, l’Oreb, montagna di Dio, ci rimanda ad Elia. Su di esso, infatti, il profeta udì Dio che gli chiedeva: “Che fai qui, Elia?”.

Elia è un personaggio biblico controverso e misterioso ed è un personaggio che ancora oggi suscita il rispetto da parte di diverse confessioni religiose. È un personaggio rilevante nella tradizione carmelitana, come anche per gli ebrei e i musulmani, gli ortodossi e i cristiani in genere, tra cui i valdesi, i luterani, gli avventisti del settimo giorno e, per finire, i Baha’i. Molti intellettuali, inoltre, si sono soffermati sulla sua figura. Recentemente quattro studiosi hanno unito le loro forze per produrre un testo di discussione sul profeta e sul suo significato per l’oggi. Titolo del saggio è Che fai qui, Elia?. Autori sono Anastasia di Gerusalemme, monaca carmelitana di clausura, Natale Fioretto, appassionato linguista e predicatore valdese, Eric Noffke, pastore valdese e noto scrittore e teologo. E infine vi è il loro omologo maltese, Charlò Camilleri, sacerdote carmelitano, direttore dell’Istituto Carmelitano di Malta, teologo e scrittore.

Padre Charlò ha pubblicato il suo più recente contributo teologico in Che fai qui, Elia?, edito dalla Graphe.it Edizioni di Perugia, nella collana Pneuma, nei giorni scorsi. Il libro indica chiaramente che tutti e quattro gli autori concordano sul fatto che la storia di Elia può consentire un profondo dialogo tra le religioni. Dice padre Charlò:

“In ultima analisi, Elia ci insegna che Dio è presente dove c’è tranquillità e pace. Elia è un santo che è venuto a patti con il silenzio del proprio Dio. Ci insegna, inoltre, che il fondamentalismo non è solo violenza, ma può essere anche la rigidità di comportamento, l’assenza di dialogo, l’estremo dogmatismo. Il fondamentalismo può essere anche un frutto del secolarismo che non lascia spazio alla libera espressione religiosa”.

Per i musulmani Elia è un difensore del Dio vero; per gli Ebrei Elia ha restituito il popolo eletto a Dio; per i carmelitani è l’iniziatore di una nuova tradizione. Padre Charlò è solo una voce in questo incontro interreligioso di parole, pensieri, ispirazione e meditazione che cerca di dare un significato alle catastrofi che hanno afflitto Elia, come, per esempio, il terremoto ed il fuoco… Troppo spesso l’uomo è afflitto; troppo spesso egli non riesce a sentire la voce di Dio al di là delle difficoltà.

Ma questo è più che un libro di meditazione. Gli autori infatti hanno devoluto gli introiti per il Progetto Burundi:

“Si tratta di un importante progetto che riguarda la costruzione, l’arredamento e la gestione di un reparto di maternità a Buta, in Burundi, un paese in cui molte donne continuano a morire di parto. Sono state realizzate altre raccolte per tale progetto e speriamo che questo libro fornisca un prezioso contributo”.

Marika Azzopardi in The Malta Independent online

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