Amaro amaro
Una poesia di Maurizio Molinari

…e bevo piano,
bevo amaro,
bevo ancora,
bevo sempre,
bevo per non dimenticare,
bevo per sperare,
bevo sempre più piano,
ma bevo la vita,
stillandone l’amaro succo
che mi si deposita sulle labbra,
con infinita calma
me le brucia,
senza alcun rimorso.
E bevo ancora,
perché non so più che fare,
e bevo amaro, amaro, amaro.
Milano, 25 Ottobre 2000











….e bevo piano, bevo per non dimenticare….
Dalla Silloge “Il Passeggero” con cui la settimana prossima andrò a Eboli, la città della Poesia, in cui sono al momento Finalista nella sezione Libri di Poesia Edita (nei primi 10)…
Ringrazio Rob per questa mia presenza nel suo blog e per il regalo varioglass che ha associato alla mia poesia che parla di quotidianità datata ottobre 2000 ma oggi ancora attualissima.
E mi piace molto.
Maurizio Alberto
E mi piace molto anche a me, Maurizio.
Complimenti!
( primaditutto augurissimi e complimenti )
… dimenticare certo non si puo vista la fredda tranquillita’ con la quale lei si e’ allontanata, ha anticipato con le movenze l’ abbandono e presto tendera’ a dimenticare, ma tu no tu curvo all’ orizzonte ci contavi su quel sentimento spirituale appiattito solo dalla sua indifferenza ; lei possedeva quel non so di tutto , ti ha lasciato oro fuso tra i capelli per poi volare via adesso bevi in una sintesi selvaggia di abbandono ma aspetta ! mi pare di vedere che dietro la vetrata del bar ella come una babelica immagine rarefatta tra le nebbia della via ti scruta ti osserva improvvisa a lambire il tuo cuore forse vuole in una consapevolezza tardiva riabbracciare te il condensato d’ amore che un di l’ aveva travolta , poggia il calice amaro e corri aderisci al suo corpo dille che hai dimenticato !
( un omaggio personale al poeta molinari )