Il racconto comico: seconda lezione
Un drago si imbatte in un cavaliere interamente coperto dalla sua armatura, lo osserva attentamente e poi commenta tra sé e sé:
“Uffa, anche oggi carne in scatola!”
Continua il nostro viaggio nel racconto comico: in questa lezione parleremo di come si crea un personaggio comico.
Uno degli ingredienti principali è la prospettiva comica del personaggio.
La prospettiva comica è il suo modo di guardare il mondo, di osservarlo, di viverlo e quindi di agire di conseguenza: è una prospettiva che differisce di molto rispetto alla percezione “normale” che hanno le altre persone. La comicità si sviluppa proprio grazie a questa prospettiva comica del personaggio che ribalta gli schemi convenzionali.
Per un racconto comico ben studiato, ci vuole una prospettiva comica forte: più è forte la prospettiva, più sarà divertente il racconto.
Per prima cosa dobbiamo quindi staccarci dalla prospettiva comune, altrimenti molto probabilmente otterremo un personaggio (e un racconto) noioso.
Facciamo un esempio: prendiamo un neonato. Il neonato guarda il mondo con occhi nuovi, non lo vede come noi adulti: pensa e ragiona da un’altezza di quaranta/cinquanta centimetri. È quello che succede ad esempio in Senti chi parla, dove siamo in grado di ascoltare i pensieri del bebè. I suoi pensieri ci fanno capire come osserva il mondo, è la sua prospettiva comica: noi la troviamo buffa e divertente (e lui pensa la stessa cosa della nostra).
Dopo aver trovato la prospettiva comica è il momento di trovare dei difetti per il personaggio.
Come per ogni altro genere letterario, i difetti contribuiscono a dar spessore al personaggio, a farlo sembrare reale. In più nel racconto comico servono a creare una certa distanza tra lettore e personaggio: se non ci identifichiamo nel personaggio, possiamo ridere liberamente di lui. Sia quando leggiamo un racconto o guardiamo un film, consideriamo comica una situazione, se questa accade agli altri.
I difetti sono legati al contesto in cui si svolge la nostra narrazione. In un villaggio dove tutte le persone sono goffe e impacciate, se la goffaggine è il difetto del nostro personaggio, questa non emerge, è la normalità. Succede la stessa cosa se raccontiamo di un personaggio “So tutto io” che si iscrive ad un concorso a cui partecipano solo secchioni: in quel contesto è semplice normalità. Cosa succede se, per qualche motivo, un “perfetto asino” riesce a intrufolarsi a questo concorso? Potrebbe esserci lo spunto per un racconto comico.
Possiamo descrivere il personaggio sia pensando in negativo e scegliendo quindi dei difetti, sia in positivo prendendo delle qualità e portandole all’eccesso. Immaginate ad esempio che il vostro protagonista sia un grande seduttore, cosa succederebbe se portaste all’estremo questa qualità? Lasciate correre l’immaginazione e raccontate questa storia, siamo curiosi di leggerla…
Un altro modo per definire meglio il personaggio è giocare sulla differenza tra come lui si vede e da com’è realmente. Provate a pensare ad una persona che si veda come un eroe, ma che invece sia fragile, debole e maldestra. Questo approccio dovrebbe risultare ancora più semplice del precedente nel creare personaggi comici e aiutarvi a spalancare le porte della vostra immaginazione.
Per creare un personaggio comico, ci vuole però un ultimo ingrediente: l’umanità. Se da una parte l’inserimento dei difetti serve per creare una distanza tra personaggi e lettori, l’umanità è importante per creare un legame. Il nostro obiettivo è portare il lettore a provare simpatia per questo personaggio fino ad arrivare a immedesimarsi. Per ogni difetto che diamo al nostro personaggio, serve una dose di umanità della stessa intensità. Come fare?
Dobbiamo dare al nostro personaggio una volontà indomabile: non si deve fermare davanti a nulla pur di cercare di ottenere i suoi scopi.
Vi ricordate l’eroe “senza poteri” di cui parlavamo poche righe sopra? Immaginatelo adesso con tutta la sua indomabile volontà di voler salvare il mondo, anche se sappiamo… fallirà o ci riuscirà grazie a qualche colpo di fortuna.
Quindi, per creare un personaggio comico dobbiamo:
1. scegliere un nome
2. trovare la sua prospettiva comica
3. dargli dei difetti
4. dargli delle qualità che esaltino la sua umanità.
Per finire, la parola magica è esagerare:
1. esageriamo la prospettiva comica
2. esageriamo i suoi difetti
3. portiamo all’estremo la sua volontà indomabile.
A voi la penna adesso e ricordate, il mondo in cui viviamo è un unico, immenso, grande circo…

Un drago si imbatte in un cavaliere interamente coperto dalla sua armatura, lo osserva attentamente e poi commenta tra sé e sé:









grazie…:)
mi piace…. proverò
[...] nella prima lezione e, dopo aver capito alcune delle regole per creare una storia comica nella seconda, ora possiamo scrivere il nostro racconto [...]
Diciamo che hai fatto la sintesi de: “SCRIVERE IL COMICO” di J. Vor Haus…
Ciao Francesca,
si ti confermo che uno dei testi da cui ho preso spunto è proprio Scrivere il comico di John Vorhaus.
Anche se nel suo libro molte delle tecniche sembrano di sua invenzione, ho riscontrato molti punti in comune con le tecniche per sospendere il giudizio e sviluppare il pensiero creativo.
Ho fatto un mix tra le i miei studi americani, la mia esperienza e poi inevitabilmente ho seguito la sua traccia, perché rimane in ogni caso un ottimo libro.
ciao!
Davide
la mia prof mia ha dato 9 al racconto comico graZIE A VOI
Bravissimo Salvatore,
continua così!