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Cinzia Pierangelini

Scritto da – domenica, 15 marzo 2009 – 00:04Nessun commento

Cinzia PierangeliniParlaci un po’ di te
Argomento spinoso! Be’, tanto per mantenerci sul vago posso dire che sono una docente, una violinista e che amo moltissimo gli animali. Sono anche una mamma, una scrittrice e una donna che ha superato i quaranta…insomma una incasinata!

Perché scrivi?
A questa domanda ho risposto in tanti modi nel corso di questi anni, la verità, quella che oggi ritengo la verità, è che scrivo perché nel momento in cui lo faccio sono felice, riesco a dimenticarmi, a ridurmi al silenzio… per quanto ciò possa suonare strano.

Quando hai iniziato a scrivere?
Scrivere da sempre è stato il mio sogno, ma a scrivere effettivamente ci ho provato solo nel 2004.

Parlaci del tuo libro ‘A jatta
‘A jatta è una storia cui sono molto legata, affettivamente direi. Per me ha rappresentato una svolta, l’approfondimento umano di un disagio vissuto da persone che non meritano di soffrire. Conoscevo poco il problema della transessualità, come molti immagino, e ciò che sapevo era essenzialmente derivato dagli spettacoli televisivi, dalle foto scandalose e da qualche tremendo articolo di cronaca. Insomma conoscevo poco e praticamente il peggio. Ero in errore. Conoscere due di queste donne mi ha aperto gli occhi sul loro desiderio di normalità, di semplicità e il mio libro vuole essere un dono in questo senso. Qualcuno mi ha scritto che è una storia intima, romantica e tenera e perciò credo di essere riuscita nel mio intento: regalare una vera storia d’amore, semplice a chi spesso non può permettersela a causa del pregiudizio.

Quali sono le tue lettura preferite?
Leggo mainstream essenzialmente, italiano ed estero.

Un libro da leggere e uno da evitare

A questa domanda non voglio rispondere per non far torto a nessuno. Voglio dire però che ognuno ha i suoi libri, libri che non sempre rispettano le indicazioni dei mass media. Non è detto che il best seller sia il libro giusto, insomma. Un libro da leggere è quello che ti chiama, quello che aperto a caso ti trasmette subito qualcosa, ti scalda il cuore, t’intriga. Il libro da evitare è quello scritto per il commercio, ovvero la maggior parte di quelli che brillano nei supermercati etc. Anche il lettore, come lo scrittore e il piccolo editore, dovrebbe trovare il coraggio di osare. Si fanno belle scoperte!

Qui un’altra nostra intervista a Cinzia.

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