Home » Afrodite

Le vie meno battute dell’amore. Lame e affini di Susanna Trossero

Scritto da – sabato, 14 marzo 2009 – 06:144 commenti

Lame & affiniL’amore e le sue vie meno percorse sono il costante sfondo degli otto racconti contenuti in Lame e affini, ultima opera di Susanna Trossero. Contrariamente a quanto si possa ipotizzare frettolosamente, il titolo non allude a chissà quali pratiche erotiche, ma a un meccanismo più sottile, una serie di lame che riescono a sminuzzare o a levigare gli animi innamorati, ledendo o adattando lo spirito alla situazione. Sempre, l’amore – o un suo spettro – innesca una serie di trasformazioni, più o meno evidenti.

Per darvene un semplice assaggio, vi riassumerò brevemente (e senza svelare troppo della trama) i primi racconti. Si inizia con lo sconvolgente Angeli metropolitani, in cui un narratore maschile racconta in prima persona un incontro fatale con una bibliotecaria: avvenente e affascinante, sembra incarnare il prototipo della donna perfetta, a proprio agio in una bellezza non esibita, ma quiescente sotto vestiti comuni. Mai il lettore s’aspetterebbe la scoperta che turberà e sorprenderà il protagonista, dietro una porta chiusa con evidenti fremiti d’attesa.

Più tradizionale è il secondo racconto, Oliviero, dove una narratrice in prima persona analizza quel drammatico do ut des che domina l’amore mercificato. Tuttavia, un incontro inaspettato – con Oliviero, appunto – sembra incrinare l’apatia con cui la donna calcola ogni dettaglio delle sue relazioni ad alto prezzo. Le sicurezze personali vacillano, o almeno sembrano vacillare.

Di grande intensità, Senilità è un testo composito, costituito da una prima pagina di diario che un’anziana dedica al compagno, e da una narrazione finale da parte di una amica dell’ospizio. Senza mai incorrere nel rischio del patetico, si delinea qui con grande delicatezza il percorso di due anime che hanno fatto del sesso l’apoteosi del loro amore, così vero.

Ancora molto si potrebbe dire sui cinque restanti racconti, ma credo che uno su tutti dimostri la scioltezza della penna disinibita e delle emozioni di Susanna Trossero: l’ultimo, intitolato Anime gemelle, riprende uno dei temi della letteratura classica, ovvero l’incesto. Una relazione torbida agli occhi della gente, pura per i protagonisti, unisce due gemelli precocemente separati. Anche qui, l’autrice osserva con imparzialità, lascia che siano i suoi personaggi a prendere voce, senza intromettersi con giudizi da benpensante. Al contrario, sembra accompagnare i suoi stessi personaggi con una curiosità sana, nonostante il tema forte di alcuni racconti; e pazienta, fino alla fine, con lo stesso stile chiaro che già avevamo incontrato nel precedente Nella tana dell’orco e altre storie. Dunque, una prova che dimostra senza dubbio la versatilità senza limiti di Susanna Trossero.

Gloria Ghioni in Critica Letteraria

4 commenti »

  • francy scrive:

    Il libro Lame e Affini mi è piaciuto parecchio, mi ha colpito il modo di spiegare l’ amore in diverse sfaccettature. L’ AMORE – LA FOLLIA – LA PAURA. Nel racconto appartenenza per esempio tu sei riuscita a soffermarti su ciò che prova “il cattivo” e non la vittima, e in un modo elegante facendo sì che il lettore non veda solo una creatura squallida, bensì un uomo che soffre cosciente dei suoi errori. Un uomo che si nutre d’ amore, seppure sbagliato e malato.
    VERSO LA RIVA DEL FIUME è incredibile, una dimostrazione forse che nessuno riuscirà mai ad amare qualcuno se non imparerà ad amare se stesso. Ma ho apprezzato tutto del libro, a parte questi esempi, e tutto mi ha fatto pensare.

  • alessandro scrive:

    Che talento nel raccontare di noi, dei precipizi dove spesso ci troviamo,
    sempre in precario equilibrio.

  • f. scrive:

    Scrivo sull’onda dell’emozione dei primi racconti di Lame & Affini, letti velocemente ed ho letto e riletto “Senilità”, non so ancora il resto…
    Intanto però ringrazio Susanna del piacere e gusto provato.

  • Paolo scrive:

    Bel colpo, Lame & Affini. E l’ultimo racconto è meraviglioso..”anime gemelle”. Anche le cose considerate (dalla società) da pervertiti in realtà possono essere vissute come naturali..anzi quasi inevitabili. Davvero un simbolismo forte viene fuori dal tuo racconto..due ventenni puliti, belli, uguali…che si amano totalmente senza rendersi conto di ritovarsi oltre gli steccati della coscienza collettiva.. e anche oltre gli steccati della propria ..quella che lei sente più di lui.
    Ecco un’altra cosa che mi è piaciuta tanto è che lui ama di più, lui ama come una donna..sembra che uno degli obiettivi che persegui quando scrivi sia quello di spezzare i luoghi comuni…
    Scrittura davvero interessante.

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile, rimani in argomento. Lo spam non sarà tollerato.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito web supporta i Gravatar. Per ottenere il proprio globally-recognized-avatar, registra un account presso Gravatar.