Acqua in bocca?
Mi è giunto via mail un articolo che denuncia quello che da tempo anche in Italia si paventava, in aggiunta ai mali che assalgono da ogni parte l’odierna società globalizzata e attentano al futuro della sopravvivenza della nostra colpevole specie.
La gravità della situazione è tale che ve lo giro senza ulteriori commenti, tranne una piccola personale riflessione: dove/come abbiamo sbagliato (almeno la mia generazione, che si è spesa in anni ormai lontani per cambiare in meglio questo mondo, lottando per l’accesso ai diritti fondamentali di tutti gli esseri umani, maschi e femmine d’ogni popolo e nazione) per ritrovarci a prendere atto, di volta in volta, dell’ultima nefandezza consumata nell’assordante silenzio dei media, degli opinion maker, delle coscienze individuali, resi proni, nell’atmosfera da basso impero in cui siamo immersi, alle ragioni del principe di turno? Che poi si tratti con ogni evidenza di un imbonitore che vende merce avariata non ha fermato né ferma la deriva morale che accompagna (sospinge) verso apocalissi depotenziate dall’abitudine al degrado, che ci si rappresenta esorcisticamente come “roba altrui”: la monnezza, come la mafia, come il terrorismo, come i fondamentalismi, come le corruttele, come le guerre, come le violenze personali, come…
Buona lettura.
dopo il salto l’articolo di cui parla Silvana Sonno. Non sappiamo da quale giornale sia stato preso perché, come fa notare l’autrice, è un testo che gira per email. Nel caso in cui i nostri lettori conoscessero la fonte, saremmo lieti di citarla.












Ma davvero? Non riesco a credere as una cosa del genere, sarebbe terribile…che tristezza
Credo che ci vada un coraggio incredibile a pubblicare cose del genere. I disegni di legge sulla questione riportata in quato articolo si susseguono dal 1994 con la legge Galli. Il governo Prodi, col decreto Bersani (lanzillotta prima) aveva imposto agli Enti Locali di indicare a chi avrebbero voluto affidare la loro rete idrica. Si noti quindi innanzitutto che il Governo Berlusconi non c’entra nulla (ed infatti i riferimenti di questo articolo sono errati), e che per di piu’ gli enti ai quali gli enti locali hanno affidato le loro reti idriche sono nella quasi totalita’ a partecipazione statale di maggioranza. Mi sembra proprio una di quelle disinformazioni tipiche di una sinistra radicale che sa sempre e solo dire di no, anche quando quasi tutto l’arco costutizionale e’ una volta tanto d’accordo su un provvedimento legislativo.
cara Rosaria Ruffini lasci perdere, capisco che con i milioni che guadagna Grillo abbia aperto nuove strade al cabaret ed alla comicita’, ma gia’ dobbiamo sopportare lui ……
A chi è interessato/a alla sostanza della questione e non a dar seguito a sterili polemiche, e a chi mantiene un ingenuo bisogno di verità, consiglio di leggere in proprio (lo trova comodamente in internet) l’articolo 23 bis del decreto n. 112 del 25 giugno, trasformato in legge lo scorso5 agosto per un’informazione inequivocabile. Silvana Sonno
per maggior chiarezza, è possibile trovare l’articolo in questione a questo indirizzo
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
Legge 133/2008 –
Art. 23-bis.
Servizi pubblici locali di rilevanza economica
Premetto che non lavoro nel business acqua quindi non ho alcun interesse economico nel dire cose piuttosto che altre, ma per me la privatizzazione del settore idrico in Italia sarebbe una manna dal cielo e non perchè così si arricchirebbero gli azionisti di Veolià o Gaz de France ma per salvare l’ambiente e garantire uno sviluppo sostenibile.
Oggi in Italia l’acqua viene sprecata, il nostro sistema agricolo consuma più acqua rispetto agli omologhi europei, inoltre le tubature italiane, soprattutto nel Sud Italia sono dei veri e propri colabrodi, abbiamo le tubature con meno efficienza (banalmente perdono acqua) rispetto a quelle europee. Questo perchè? Perchè oggi nessuno ha interesse ad investire dato che i prezzi dell’acqua sono bassissimi (a Milano l’acqua costa un decimo rispetto ai prezzi di Berlino) e perchè le infrastrutture sono gestite dai Comuni che hanno, giustamente, altro a cui pensare.
Oggi l’attuale sistema idrico italiano è inefficiente, pericoloso e, soprattutto, dannoso per l’ambiente. non è un problema a Milano dove l’acqua abbonda ed è in eccesso ma è un problema nel Sud dove ogni estate devono fare i razionamenti.
La soluzione, ovviamente, non è quella di privatizzare il settore fregandosene dei consumatori, ma di pensare un sistema simile a quello attuato per il gas e l’energia elettrica: un’autorità nazionale indipendente (oggi il ruolo di controllo è fatto dalle provincie, entità troppo piccole per avere un reale potere con giganti come Veolià), con sufficienti poteri per garantire il rispetto di alcuni principi essenziali: universalità del servizio (tutti coloro che richiedono l’allaccio devono essere allacciati), sostenibilità economica. L’Autorità fissa le tariffe tenendo conto delle spese degli esercenti, favorendo gli investimenti e introducendo principi di efficienza (non mi dilungo ma esistono numerosi esempi di tecnche per fare questo). Veolià ha aumentato le tariffe, dice l’articolo. è vero, e io dico per fortuna: le tariffe sono oggi troppo basse, non si parla di vendere l’acqua ma di vendere un servizio che è composto di tubi, potabilizzatori, pompe di pressione, ingegneri, scavi, ricostruzioni, persone che devono controllare biologicamente il prodotto, sono tutte cose che devono essere fatte bene per non sprecare l’acqua…Se l’acqua costa troppo poco si presta agli sprechi, se diventa cara, invece, si sta piu attenti a non sprecarla.
Dall’articolo pare che in questo modo ci sia chi non si può permettere di pagare l’acqua. Ma è vero? Vi faccio un esempio: voi sapete quanto pagate l’acqua? Quale è il prezzo dell’acqua oggi nel vostro Comune? Io personalmente non lo so, costa davvero poco..Probabilmente se costasse di piu acquisteremmo una lavatrice chiedendo prima quanta acqua consuma al commesso.. Oggi il settore idrico è coperto dal bilancio pubblico. Mi spiegate perchè pagare con le tasse lo spreco dell’acqua? Perchè? Per quale motivo? è inefficiente e insostenibile. Ora ovviamente nessuno puo rimanere senza acqua. L’articolo ci parla di squadre di vigilantes che vanno a chiudere gli allacciamenti dell’acqua, può darsi anche se mi chiedo il perchè. Poniamo che nel pase dove opera Veolià il prezzo sia molto piu alto rispetto a quello di Milano. Anche in questo caso, secondo voi, quante persone non possono permettersi di pagare, che so, 150 euro (è una cifra altissima rispetto agli standard del settore) l’anno per l’acqua consumata da una famiglia? Io direi al massimo un 5% della popolazione (e sono largo volutamente). Per questo 5% esistono gia delle esenzioni che sono poste a carico degli altri utenti, ad esempio nell’energia elettrica chi ha condizioni di salute disagvoli (e necessita di macchine salvavita energivore) e chi ha redditi molto bassi percepisce un bonus che va a coprire il costo dell’e.e. il bonus è a carico di tutti gli altri consumatori.
Il restante 95% invece deve pagare, perchè è giusto che paghi secondo i propri consumi e sprechi, e se non paga gli si toglie l’acqua immediatamente..o forse vogliamo continuare a vedere case con sky installato (65 euro al mese) che non pagano il canone perchè dicono costi troppo???? O allacciamenti abusivi di ville con giardino e mercedes? Perchè dobbiamo continuare a sovvenzionare chi adotta comportamenti mafiosi?
Vi assicuro che oggi nel gas e nell’energia elettrica ci sono soggetti privati che importano esportano, vendono e gestiscono tubi ed elettrodotti, e nessuno rimane senza corrente o gas perchè non puo pagare.
[...] mese fa ho scritto alcune riflessioni sui progetti di privatizzazione dell’acqua da parte dei nostri g… (nazionale e locali), a partire da un articolo che li denunciava in modo documentato. Ricordo di [...]