L'acqua di tuttiMi è giunto via mail un articolo che denuncia quello che da tempo anche in Italia si paventava, in aggiunta ai mali che assalgono da ogni parte l’odierna società globalizzata e attentano al futuro della sopravvivenza della nostra colpevole specie.

La gravità della situazione è tale che ve lo giro senza ulteriori commenti, tranne una piccola personale riflessione: dove/come abbiamo sbagliato (almeno la mia generazione, che si è spesa in anni ormai lontani per cambiare in meglio questo mondo, lottando per l’accesso ai diritti fondamentali di tutti gli esseri umani, maschi e femmine d’ogni popolo e nazione) per ritrovarci a prendere atto, di volta in volta, dell’ultima nefandezza consumata nell’assordante silenzio dei media, degli opinion maker, delle coscienze individuali, resi proni, nell’atmosfera da basso impero in cui siamo immersi, alle ragioni del principe di turno? Che poi si tratti con ogni evidenza di un imbonitore che vende merce avariata non ha fermato né ferma la deriva morale che accompagna (sospinge) verso apocalissi depotenziate dall’abitudine al degrado, che ci si rappresenta esorcisticamente come “roba altrui”: la monnezza, come la mafia, come il terrorismo, come i fondamentalismi, come le corruttele, come le guerre, come le violenze personali, come…

Buona lettura.

dopo il salto  l’articolo di cui parla Silvana Sonno. Non sappiamo da quale giornale sia stato preso perché, come fa notare l’autrice, è un testo che gira per email. Nel caso in cui i nostri lettori conoscessero la fonte, saremmo lieti di citarla.

Articolo di Rosaria Ruffini sull'acqua