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Parole erotiche

Scritto da Mariella – mercoledì, 15 ottobre 2008 – 00:055 commenti

Parole erotiche

Come avrete notato dai precedenti articoli e commenti, parlare di erotismo non è per niente facile. È estremamente soggettivo, ciò che piace ad una persona può non piacere ad un’altra. Alcuni desiderano leggere le parole per come si citano nella realtà; per altri la  parola “cazzo” non è scandalosa ma reale e ci sta bene in un contesto letterario; secondo altri, invece, è volgare perché l’erotismo deve avere un alone di sensualità del vedo e non vedo. Difficile, quindi,  perché, appunto, soggettivo.

Anais Nïn mostrava senza raccontare, ma ti inseriva molto bene nel suo mondo erotico, con il suo giovane amante. I suoi diari sono unici. Raccontava la sua vita, il suo modo di sentire, ciò che le vibrava attorno. È stata catalogata come scrittrice erotica, ma io credo che fosse brava a scrivere e basta.

Ci sono bellissimi libri di narrativa con scene erotiche da capogiro  ma nessuno li cataloga come erotici, perché magari descritti da scrittori con “spessore” intellettuale. E magari un giallo con scene erotiche diventa un libro erotico; un libro in cui ci sia la cioccolata e l’erotismo verrà catalogato come erotico. E questo accadrà più probabilmente se l’autore è un esordiente.

È palese che elementi erotici, più o meno espressi, siano presenti in quasi tutte le opere letterarie, perché fanno parte della natura umana. Talvolta questi elementi valorizzano le stesse opere, le rendono più emozionanti, più attraenti e sensuali.

Il sesso è tra le forme di comunicazione  degli esseri umani e l’attrazione è fra le prime sensazioni che scattano e ci uniscono ad un’altra persona. Non sempre descrivere un’unione è pornografia, ma per alcuni potrebbe esserlo, anche dove c’è talento nel descriverlo.

Spesso chi scrive erotismo desidera solamente raccontare una storia, mettendo a “nudo” i personaggi, narrare il tutto da un altro punto di vista.

Vi lascio con una riflessione, un pezzo letterario bellissimo che io trovo di una sensualità pazzesca. E non è certo tratto da un testo erotico! Iniziamo a pensare che chi sta compiendo quell’azione socchiude gli occhi e cede ad un piacere sublime proprio come avviene con l’eros. E così, ancora una volta, l’erotismo letterario diventa  solo un punto di vista totalmente soggettivo.

Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa.

M. Proust

5 commenti »

  • silvana scrive:

    Anais Nin e Marcel Proust sono due grandi della letteratura senza bisogno di aggettivi. E penso che il problema sia tutto qui: o si è veramente, intimamente scrittori, cioè in qualche modo votati al compito di dare espressione alle molteplici realtà della vita, oppure si fanno esercizi di stile, più o meno riusciti, utili soprattutto a se stessi/e e spesso di grande efficacia comunicativa, ma altrettanto spesso dettati da intenzioni che poco hanno a che fare con la letteratura e la poesia e, dunque, di fatto inautentici.

  • Davide scrive:

    Mariella, complimenti per l’articolo, hai fatto veramente centro.

    Brava!

  • Inachis Io scrive:

    Intanto grazie per questo spazio di dibattito. Butto lì una provocazione: è davvero necessario un genere erotico, con i suoi scaffali a parte nelle librerie, i suoi autori, il suo pubblico? L’erotismo non è una dimensione costitutiva dell’essere umano, e come tale parte anche di atteggiamenti, situazioni, rapporti “ordinari”? A me piacerebbe che si parlasse di buona e cattiva scrittura. Che poi ci sia del sesso o meno… conta poco.
    E’ comunque solo una provocazione, della quale vedo per primo i limiti. Non va presa troppo sul serio.

    Inachis

  • Davide scrive:

    Beh il libro il pirata di Harold Robbins è catalogato tra i thriller ma sulla copertina c’è una scritta tipo (vado a memoria) erotismo e avventura.

    Se prendiamo ken follett sia ne la cruna dell’ago che codice rebecca hanno al loro interno scene erotiche molte intense.

    Credo che la collocazione del libro in uno scaffale o meno la faccia la cornice.

    Un libro di 15 racconti erotici va secondo me nello scaffale erotismo perchè quello è l’unico tema.

    Un libro giallo con una scena erotica, va tra i libri gialli

    Se lavorassi in una libreria probabilmente farei questa divisione.

    E’ vero che l’erotismo è una situazione all’interno di un rapporto ordinario, per cui dobbiamo semplicemente chiederci qual’è il peso di questa parte nel testo.

    Farei cmq un discorso analogo anche per collocare un libro tra giallo e fantascienza, o tra horror e western

    Davide

  • Valeria scrive:

    Non credo sia giusto parlare di pornografia o erotismo. Oscar Wilde diceva che non esistono libri morali o immorali, ma solo libri scritti bene e libri scritti male. E sono d’accordo..
    Brava Mariella :-)

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