Parole erotiche

Come avrete notato dai precedenti articoli e commenti, parlare di erotismo non è per niente facile. È estremamente soggettivo, ciò che piace ad una persona può non piacere ad un’altra. Alcuni desiderano leggere le parole per come si citano nella realtà; per altri la  parola “cazzo” non è scandalosa ma reale e ci sta bene in un contesto letterario; secondo altri, invece, è volgare perché l’erotismo deve avere un alone di sensualità del vedo e non vedo. Difficile, quindi,  perché, appunto, soggettivo.

Anais Nïn mostrava senza raccontare, ma ti inseriva molto bene nel suo mondo erotico, con il suo giovane amante. I suoi diari sono unici. Raccontava la sua vita, il suo modo di sentire, ciò che le vibrava attorno. È stata catalogata come scrittrice erotica, ma io credo che fosse brava a scrivere e basta.

Ci sono bellissimi libri di narrativa con scene erotiche da capogiro  ma nessuno li cataloga come erotici, perché magari descritti da scrittori con “spessore” intellettuale. E magari un giallo con scene erotiche diventa un libro erotico; un libro in cui ci sia la cioccolata e l’erotismo verrà catalogato come erotico. E questo accadrà più probabilmente se l’autore è un esordiente.

È palese che elementi erotici, più o meno espressi, siano presenti in quasi tutte le opere letterarie, perché fanno parte della natura umana. Talvolta questi elementi valorizzano le stesse opere, le rendono più emozionanti, più attraenti e sensuali.

Il sesso è tra le forme di comunicazione  degli esseri umani e l’attrazione è fra le prime sensazioni che scattano e ci uniscono ad un’altra persona. Non sempre descrivere un’unione è pornografia, ma per alcuni potrebbe esserlo, anche dove c’è talento nel descriverlo.

Spesso chi scrive erotismo desidera solamente raccontare una storia, mettendo a “nudo” i personaggi, narrare il tutto da un altro punto di vista.

Vi lascio con una riflessione, un pezzo letterario bellissimo che io trovo di una sensualità pazzesca. E non è certo tratto da un testo erotico! Iniziamo a pensare che chi sta compiendo quell’azione socchiude gli occhi e cede ad un piacere sublime proprio come avviene con l’eros. E così, ancora una volta, l’erotismo letterario diventa  solo un punto di vista totalmente soggettivo.

Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa.

M. Proust