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Libri espresso

Scritto da – mercoledì, 15 ottobre 2008 – 00:066 commenti

Libri in filaIl nostro sempre solerte amico e autore Fabio Marzocca ci ha segnalato un articolo interessante che vogliamo condividere con i nostri lettori. Leggete un po’… che ne pensate?

Un libro pronto all’occorrenza. Non preso dallo scaffale, ma stampato di fresco. Su desiderio di chi l’ha scelto. Insomma, stampato e rilegato al momento. On demand. È quello che sta per accadere grazie alla Express Book Machine (Ebm), una sorta di sofisticatissima stampante di due metri per tre che sforna libri all’istante, su ordinazione. Una specie di bancomat della letteratura che fa pensare ad primo, sostanziale addio all’era Gutemberg e ad un nuovo passo dell’era digitale. Catapultandoci dritto verso il libro espresso. Che, editori volendo, presto arriverà anche in Italia. Forse già entro il 2009.

Papà della macchina che sforna libri espresso è Jason Epstein che, parlando all’Hong Kong Book Fair 2008 lo scorso luglio, ha riferito passo passo la storia della sua Express Book Machine, tracciando la mappa delle diverse installazioni dove sono stati realizzati i primi test di book on demand. A partire dalla New York Public Library alla Alexandrina Library in Egitto al book store dell’Università di Alberta, fino alle librerie Blackwell di Londra dove stanno per accendersi le prime Ebm.
È una macchina “facile da usare -ha assicurato Epstein parlando ad Honk Kong- esattamente come una normale fotocopiatrice da ufficio”. “La Ebm è collegata ad un computer con l’archivio dei volumi disponibili in formato digitale. Per stampare 40 pagine ci mette solo un minuto. E in altri due minuti fa la copertina a colori e la rilegatura” spiega “Jack”, il periodico sempre in prima linea sulle innovazioni hi-tech d’avanguardia. “Per ora sono disponibili 300mila ‘classici’, grazie ad un accordo con www.archive.org che raccoglie i testi digitali gratuiti. Ma presto – assicura il giornale – arriveranno anche gli autori trendy”.

6 commenti »

  • Davide scrive:

    L’idea mi sembra interessante, soprattutto per la piccola e media editoria che potrebbe realmente spostarsi su un’ottica di print on demand e ridurre al minimo il magazzino.

    Potrebbe essere una soluzione furba anche per molte realtà e-commerce.

    Gli utenti ordinano i libri e loro li stampano al volo, anche qui un bel pò di risparmio sui magazzini e tempi di consegna rapidi.

    Certo bisogna vedere quanto costa questa stampante e fare 2 conti per capire in quanto si ammortizza

    Davide

  • Graphe.it scrive:

    Io la vedrei bene nei centri commerciali, in libreria e via dicendo. Uno vuole un libro, lo seleziona dal display e lo ha…

  • susanna scrive:

    A me il progresso fa sempre uno strano effetto… pensate che sono affascinata da tempi di vecchi scrittoi illuminati da candele e fogli macchiati da penna e calamaio (e mi rammarico di non esserci stata), tuttavia mi rendo conto che deve avere la meglio il senso pratico, almeno in certi campi. In ogni caso sono molto curiosa anche io di scoprire quanto costa questo marchingegno, seppur guardandolo con diffidenza!

  • silvana scrive:

    Mi sembra una buona notizia. Del resto il senso vero della tecnologia (e della scienza cui una volta era più strettamente collegata)è quello di facilitare le azioni umane, e dall’invenzione dei caratteri a stampa a questo moderno strumento per l’editoria vedo continuità. Il vero problema resta quello però non di stampare molto e di tutto e in qualsiasi momento, ma di stampare “buoni” libri- secondo l’idea antica che vede il “buono” connesso al “bello” e all’”utile” – e soprattutto poter evitare – per noi lettori particolarmente – di cercare un libro e sentirsi dire che è fuori commercio, senza più edizioni. E questo accade purtroppo soprattutto ai prodotti del sapere che non godono l’effimera fama d’un momento e non sono veicolati da ruffiane politiche editorial-distributive, ma hanno diritto d’esistere proprio per l’equazione di cui sopra.
    E’ il solito discorso, in definitiva: gli strumenti non sono nè buoni nè cattivi, è il manovratore che li rende benefici o dannosi. O – che è peggio – inutili.
    Silvana sonno.

  • Carlo scrive:

    Lo fanno anche qui e in vari posti… Questo è un ulteriore perfezionamento. Però il vecchio polveroso libro da prendere dopo anni dallo scaffale mantiene il suo fascino!

  • Davide scrive:

    Beh Carlo vedremo di spruzzare i libri con un’essenza di o’ de vec n. 5 ;-)

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