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Le parole dell’erotismo

Scritto da – martedì, 30 settembre 2008 – 00:0511 commenti

Le parole dell'erotismoI piselli erano grossi, duri e turgidi.
La patata era pelata, calda, bollente.
L’uomo allungò la mano e… prese l’olio per condire le verdure!
(Davide Giansoldati, Giochiamo con le parole)

Non è facile scrivere un racconto erotico: ci vuole poco a scadere nello scontato e nel banale, nell’esagerato e nell’assurdo, per non parlare poi del volgare e del blasfemo.

Partiamo dalle parole.

Innanzitutto al bando gli ortaggi che non sono sinonimi da usare al posto delle parti del corpo maschile e femminile. Si lo so, qualcuno potrà dire che comunque carote, zucchine e banane possono rientrare come elementi della scrittura erotica: è vero, ma per ora lasciamoli da parte. Abbiamo a disposizione dei sensuali corpi di uomini e donne di cui scrivere e parlare, non vi bastano per scaldarvi? ;-)

Lo stesso discorso vale per i diminutivi, sia quelli classici tipo patatina (che è e rimane una croccante patatina fritta e basta!) o quelli personalizzati tipo la mia Susy o il mio John (con o senza Rambo).

In maniera analoga mettiamo al bando i termini prettamente medici come vagina e pene perché spesso quando vengono utilizzati all’interno di un scena erotica stonano: sembra quasi di leggere un trattato di anatomia.

Vi riporto alcuni stralci di frasi tratti dal libro La notte dei vampiri di Nancy Kilpatrick che ho finito di leggere da alcune settimane: “La sua vagina ebbe una contrazione“, oppure “un formicolio si diffuse sulle labbra della sua vagina” o ancora “il collegamento immediato tra il capezzolo e la vagina” o per finire “i suoi organi genitali erano un fuco che pulsava“.

Non so se sia l’autrice ad aver usato proprio queste parole o se sia tutto frutto della traduzione italiana, ma potete capire come al culmine di una scena erotica molto intensa, tutta questa “vagina” possa spegnere ogni bollente spirito.

Quali parole ci restano quindi? Senza voler per forza utilizzare quelle squisitamente volgari, per quelle ci basta fare un salto in qualche bagno pubblico, possiamo fare appello a tutta la nostra immaginazione e giocare con i doppi sensi per sperimentare e provare.

Quello che rende queste parole efficaci all’interno di un racconto erotico è la presenza di una serie di aggettivi, di termini di paragone, di similitudini e verbi che le trasformano, vestendole di seduzione.

Ad esempio:

  • Il suo membro turgido svettò verso l’alto.
  • Dischiuse le sue labbra dolci e bagnate con un dito.
  • Gustava il sapore di quell’uomo come se fosse miele.
  • Voleva affondare tra quei glutei ampi e sodi.
  • Le sue labbra colavano desiderio allo stato puro.
  • Era inebriata dal profumo maschio di quell’uomo.
  • Le sembrava di stringere tra le dita un palo d’acciaio.
  • Dischiuse i suoi petali e la prese dolcemente.

Immaginate quindi il corpo del vostro partner, compagno, amante; poco importa se sia reale o immaginario, un sogno o un frutto proibito. Immaginate di averlo davanti a voi, di spogliarlo con gli occhi e di descriverlo partendo dal viso e scendendo lentamente con lo sguardo e quindi con le parole.

  • Aveva i capelli rossi come la passione, gli occhi marroni, languidi di passione.
  • La bocca aperta, sensuale desiderosa di essere baciata.
  • Il collo sembrava dire, mordimi.
  • I capezzoli bisognosi di attenzione svettavano a cercare labbra pronte a succhiarli.
  • Il suo sesso era già aperto, profumato del suo desiderio.
  • Un desiderio a cui non potevo resistere, non volevo resistere…

Provate…

11 commenti »

  • silvana scrive:

    Caro Davide ho avuto modo di leggerti e apprezzarti ma ora – per quest’ultimo capitolo della tua “scuola” – ho una perplessità che ti comunico:
    Sei sicuro che sia utile alla creatività offrire un repertorio di frasi fatte a cui attingere, proprio per un argomento così intimamente emozionale e soggettivo come l’erotismo? Scusa ma sono un po’ stufa di leggere testi che dicono di sbattersi (il termine è un po’ ammiccante ma ci sta bene) tra erotismo e porné e invece sono soprattutto … cliché.
    Con simpatia. Silvana Sonno

  • Davide scrive:

    Grazie Silvana

    Hai ragione. Nuovamente i miei sono solo degli esempi da cui partire per poi creare ognuno di noi le proprie frasi.

    Diciamo che sono le emozioni che, mescolate con il testo, creano una scrittura coinvolgente…

    Anzi, perchè non rilanciamo la sfida a tutti e ci cimentiamo giocando l’erotismo in un racconto con la creatività?

    Davide

  • daniela rindi scrive:

    vuoi dire scrivere un racconto erotico cercando di essere originali? Usando metafore e similitudini? Quante cartelle max? Interessante sfida…dove lo postiamo? Ciao e ben ritrovato!

  • Davide scrive:

    Ciao Daniela
    mi fa piacere sentirti sempre sul pezzo ;-)

    Io direi di non andare oltre i 6.000 caratteri spazi inclusi.

    così bisogna fare un bel lavoro di sintesi, tagliando il superfluo…

  • bocconcini.g scrive:

    Sono mancata, lo so, ma non ho mai smesso di leggervi con piacere, la vita talvolta porta in direzioni inaspettate…..è bella per questo.
    Francesca.

    “Una sola parola e penso a te”
    Zoccola, zoccola, zoccola, si, sei proprio una zoccola.
    Urlavo il mio disappunto, nel silenzio delle miei parole, la ignoravo insultandola, esprimevo il mio pensiero non pensandolo, ma la insultavo.
    Era lì, lo sapevo, pur non vedendola, all’altro capo del telefono, a guardarmi con i suoi grandi, profondi occhi, maliziosi, sempre, suo malgrado.
    In un viso da Cappuccetto rosso, roseo, paffuto:
    - che grande bocca che hai!
    A guardarla spontaneamente viene la domanda.
    Ed è così che io la immagino, protagonista, sempre, dei suoi racconti.
    Lei personaggio provocatore, angelo demoniaco, dai mille volti, che colpisce, conquista, ruba il volere di qui poveri lettori.
    E le mani, tante, ovunque, le sento, le vedo, la toccano ovunque lei si sia descritta, ovunque lei abbia voluto portare i loro pensieri i loro sogni i loro desideri.
    Posso sentire il suo ansimare su per la collina, i capelli sciolti al vento le scorrono sulla schiena, mentre il suo seno esplode sul suo cuore impazzito per lo sforzo.

    Lento lo scivolare del sudore sul suo corpo che risplende al sole, caldo, morbido, invitante e vedo gli occhi, tanti che la scrutano, mentre scivolano sulle parole da lei scritte, in realtà scorrono sul suo corpo.

    Non occhi, ma lingue, dita, peni, che vogliosi la invadono, la conquistano.
    Violano ciò che è mio
    Zoccola, versi quel rum Varadero sul tuo corpo voglioso, liscio, profumato, hai un ghigno sul viso, le labbra dolci in un sorriso accennato, la lingua invitante si intravede, lo so, lo sento.

    Vuoi fotterlo prima che lo faccia il rum, vuoi godere della sua carne prima che nelle sue vene scorra il liquido che gli toglierà ogni intento, perché lo vuoi fare te; togliere ogni intento, ogni volere.
    Sento il calore delle candele che illuminano la stanza, posso provare il piacere del cazzo che ti stai godendo, freme la carne che stai mangiando.

    Cavalchi senza fretta, lasciando andare il corpo al piacere.

    Vedo le mani che ti afferrano il seno, lo stringono, lo baciano, sento la saliva che ti scivola sul collo il piacere che si ripercuote ovunque, sento il tuo ansimare mentre scivoli sul quel sesso gonfio che ti sta riempiendo, zoccola.
    - Lo so perché è il mio piacere.
    Ti vedo mentre priva di pudore, senza veli, senza decenza ti inginocchi, hai voglia di quel pezzo di carne, per te dolce boccone da succhiare.

    Vedo le tue labbra che lo cingono, la tua lingua che gioca con il glande fremente, lo stuzzichi, ci giochi, lo ingoi fino alla gola per poi indietreggiare e riavvolgere nuovamente.

    Sei persa nel piacere, hai gli occhi chiusi, pudore, no, solo desiderio che non vuoi spartire.
    Sei dentro a lui più di quanto lo sia il suo cazzo nella tua gola.
    Mi perdo nel pensarti.
    Mi eccito nel rivederti, nel riprovare, nel ripensare.
    Perché io so quel che fa provare la tua bocca.
    Penso alle tue cosce aperte, docili, morbide, bianche come il latte.
    Ed ecco che sei l’euforia con cui sai coinvolgere, con cui carpisci gli animi, balli, seminuda a piedi scalzi, una stanza d’albergo, la melodia è dentro te, la espandi, quasi fosse profumo, le mani di lui sono ovunque, il tuo corpo ne è ricoperto, lo baci, sento la lingua, scivola nell’orecchio, sul collo, si riversa in bocca, la sua meta, lo baci, lo baci lo baci ancora.
    Respiro, dentro respiro.
    Corpo in un unico abbraccio.
    Vedo il suo cazzo già duro che spinge contro il tuo inguine già bagnato.
    - Lo so, la tua musica è anche la mia musica.
    Lo zenzero che dopo la doccia ti sei cosparsa sulle cosce, sul seno, sulle braccia, il nettare della tua figa con cui hai profumato i lobi delle tue orecchie, sono dentro le miei narici, ed immagino gli uomini che leggendoti, sognano i tuoi profumi e gli desiderano.
    I tuoi profumi carpiscono ogni volere, lo so, lo hanno fatto con me.
    - I tuoi profumi sono i miei profumi.
    E quando descrive la pigna che ha varcato la tua soglia, che si è bagnata dei tuoi umori, sento, vedo le mani che accarezzano cazzi duri, in stanze poco illuminate dove protagoniste sono le tue parole, i tuoi racconti erotici, che nulla lasciano all’immaginazione perché tu decidi e fai fare quel che scrivi.
    Zoccola, quante volte le tue parole sono state le mie mani ed il mio solitario godere.
    Ed anche quando parli d’amore, sei dolce, un velo di pudore nelle parole ed i versi di una poesia si stendono sulla pagina di un forum, apparentemente innocente è il diavolo tentatore a scriverle, è racchiuso in te, io lo vedo gli altri lo leggono fra le righe.
    I sospiri che tu sai provocare.
    Sei carne, sangue, curiosità inappagabile, inutile per te nascondere, velare, tentare di non mostrare.
    Zoccola, si vede.
    Gli altri lo avvertono il tuo calore, perché è nella tua indole, perché sei tu.
    Ma poi mi fermo, ascolto il silenzio della tua bocca, sento le parole che non dici, respiro il profumo della tua anima pura, stringo i tuoi occhi, cingo la tua vita, ti vedo e tutto attorno tace.

    Le parole scritte rimangono li inappetenti perché tu sei mia.

    bocconcini.g (Francesca)

  • daniela rindi scrive:

    ritmo incalzante e linguaggio genuino, mi piace anche questo stile!

  • Elena scrive:

    Ciao buongiorno a tutti.
    Vuoi sul serio che scriviamo una scena erotica?..
    Quali sono i limiti da non superare? Io non ho mai fatto niente del genere. Pensi che potrei esserne capace, senza risultare ridicola o ‘zoccola’? eheh!
    E’ brava Francasca… ^_^
    Dove iniziare e dove fermarsi, io non saprei neppure quello.
    Ciao a presto.
    Interessante però…

  • Davide scrive:

    Cara Elena,
    prova e mettiti in gioco, sperimenta!
    solo così potremo consigliarti e tu potrai migliorare

    Davide

  • Samu19 scrive:

    Francoise sedeva sul letto: il trucco era pronto, vestitino messo, mancavano solo gli stivali ed era pronta per la serata.
    Non aveva voglia di uscire, era appena stata mollata dal ragazzo e l ultima cosa di cui aveva voglia era partecipare ad una serata per recitare la pantonima della ragazza che si diverte, che con un po…
    (fonte:http://www.voicepopuli.it/italiano/index.php/archives/2008/10/02/racconti-erotici-lesbo/)

  • antonella scrive:

    cari signori non me ne vogliate , ma credo il numero telefonico a tariffa speciale 899 ( ascolta in silenzio e godi ) potrebbe fare di pu’ ! la verita’ e’ che l’ erotismo non si accompagna affatto con la cultura ! e inutile rigirarlo in mille modi ! fa cassetto ! certo ! sia al cinema sia nel mondo letterario ! ma non e’ cultura !poiche cio che e’ legato alla sessualita’ e’ un mondo a parte se ci si vuole entrare , bisogna conoscerne le regole, i meccanismi le direzioni, che alla fine portano solo all’ atto conclusivo del mero atto sessuale, che sia in treno in una camera da letto sul tetto di un ospedale ecc, la cultura non finisce mai tra le lenzuola , e poi nel gabinetto per lavarsi , da qualcosa di bello o di brutto ch e’ avvenuto quindi, mi permetto di dire che per ispirazioni erotiche e’ meglio rivolgersi ad un operatrice sessuale , ad un esperta ! e li la cultura si fa nel campo ! altro che immaginazione , non stiamo parlando di poesia ma di atto sessuale ,il poeta che vuole fare la maliarda erotica e magari di cultura coprendosi con il velatissimo quantomai ridicolo velo ” erotismo ” ha ha mi fa un po ridere ! comunque un libro erotico puo eccitare ma alla fine resta solo un modo di masturbarsi mentalmente , ma le nostre nonne non dicevano che fa male ???? obbligatissima !cari signori !e non ve la prendete troppo per il mio commento un po vacanziero !

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