Il petauro dello zucchero
Susanna Trossero ci ha trasmesso questo gustosissimo pezzo di una sua amica, Rita. Buona lettura e buona domenica!

Che grandissima delusione! Leggendo un articolo su Corriere.it ho avuto l’illuminazione: avrei finalmente finito di essere “zitella”, avrei sposato il petauro dello zucchero!
Un animaletto delizioso, di una bruttezza rivoltante, una sorta di topo, pipistrello, scoiattolo: uno schifo, insomma, che come quasi tutti i fidanzati che ho avuto in passato, rispondeva perfettamente alle mie esigenze…
Mi ero già fatta il film: lui, il petauro che mi accompagnava in ufficio, stava con me sulla scrivania; ogni tanto, essendo “volante”, spiccava il volo e si spiaccicava tra le lenti degli occhiali della collega, magari rilasciandole sulla maglietta la cena della sera prima. Bellissimo! Era lui il mio compagno di vita e già lo amavo.
Costoso, ma meraviglioso: non avrei avuto problemi, mi avrebbe seguito ovunque.
Tanti anni fa, ero rimasta folgorata da una ragazza sulla metropolitana di Parigi, che era accompagnata da un ratto, grigio scuro con la lunga coda, che le camminava sulle spalle, perfettamente a suo agio e che si teneva più stretto ad ogni fermata del treno. Ero molto invidiosa.
Nella mia vita ho avuto due gatti: Piero – femmina a dispetto del nome! -, bellissima e intelligentissima (peccato avesse un carattere perfido: ha tentato di togliere un occhio ad un amico fotografo, assalito il 90% delle persone che entravano in casa, graffiato e morsicato tutte le volte che le piaceva farlo, tanto che ho iniziato a pagare una polizza assicurativa per danni a terzi, per il timore che facesse qualcosa di irrimediabile). Poi Massimiliano, un mezzo persiano turbato da una infanzia difficile, che dimostrava tutto il suo affetto solo all’ora dei pasti e aveva un rapporto difficile con l’igiene personale. Ha devastato mobili imbottiti e non, impossibile da trasferire di casa in casa, poco intelligente, poco affettuoso, poco pulito: un altro disastro.
Dopo questo, e per ragioni logistiche, ho evitato l’adozione di altri animali. Fino al petauro scoperto online. Ma anche questo, mi sa, dovrò lasciarlo ad altri.
Leggendo nei vari blog, ho saputo che occorre prenderne più di uno, sono animali che soffrono di depressione (- 8 punti, già basto io con il Prozac); vivono in gabbia (e questo nella mia testa proprio non ci entra – 10 punti); non vengono con te in ufficio (-12), ma la sera devi tenerli nella tasca… che strano rapporto (-6 non ho le tasche).
Inoltre hanno un rilascio dei pasti, ovviamente!, e ciò può accadere in tasca, svolazzando nelle stanze di casa, ovunque e non necessariamente alla toilette…
Mah, ha ragione la mia amica Susanna, dovrò ripiegare su un uomo, almeno non rilascia escrementi in giro per casa e se si ammala gravemente accetterà badante e pannolone.
Sono davvero sfortunata…











Rita, sei UNICA ! Ah ! Ah!
Un bacio grande
Antonella
Carissima Rita io penso che a parte “i piccoli nei” che tu lucidamente elenchi della vita intima di questo animaletto (per altro bellissimo), a me, penso, piacerebbe portarlo qualche volta a scuola, dove lo terrei a bivaccare in tasca…… salvo poi lanciarlo su qualche perfido studente che, indifferente a tutti i richiami della cultura propria e altrui, si lasci fuorviare e divenga disattento per quel leggero bip soffocato che è il preludio di una telefonata, o dal mazzo di carte tenuto in tasca che ha il significato (recondito o forse no) di dire a me insegnante che di quello che dico io o un compagno non gliene può importare di meno. Baci
Simo
Io candidato ideale sono, sardo sono, uomo sono, muscoli grandi ciò! Non rilascio cena ma rilascio neuroni, pochi me ne sono rimasti mì!
Ciao Cara, chissà se sai chi sono, comunque sappi che mi piacerebbe visitare i sotterranei di Bologna… Caci Ciao Chicco
Certo che so chi sei, Enr.. ti porto dove vuoi, quando vuoi, come vuoi.. Sotterranei, funivie, camminamenti..
Ospite pranzo e cena come da Aiazzone, devi solo dirmi che arrivi.. Baci e buona giornata Rita
Per quanto la mia considerazione sugli uomini sia vicina allo zero e ritenga più dannoso che utile tenerne uno in casa, non arriverò mai – fra i due mali – a scegliere il petauro. Mi permetto di suggerire la possibile alternativa del “volare” da una tasca all’altra di qualcuno, magari rilasciando le scorie in volo a beneficio dei terzi incomodi…
I miei complimenti, comunque, per l’irresistibile articolo, esempio di superlativa cripto-comicità.
Noto con piacere che il petauro dello zucchero suscita interesse e che Rita diverte. Pare addirittura che l’articolo possa provocare incontri… a questo punto, single cari e non, adottate questo delizioso animaletto e poi raccontateci com’è andata.
Rita, bravissima anche se il petauro non rappresenta il mio ideale di uo e nemmeno d’animale.
Ma che ci fai in quella stanza…esci….
ma che MITO che SEI!!! sei unica al mondo…la Vanna è piegata in due…
Giovanna
rita carissima.
come al solito mi tolgo tanto di cappello davanti alla tua inesauribile graffiante simpatia…..sei il solito mito!!!
….sei incorreggibile….adesso mi lumacheggi anche qui….(e chicco chi é)….
ma che orrore!!! come si fa ad innamorarsi di un simile essere ??? vabbè l’amore universale, per la natura, per gli animali, ecc. però questo è oltre l’umana tolleranza.
Peggio di un maschio sozzone e insensibile.
Il fatto che in + voli è raccapricciante!!!
Io lo trovo invece delizioso e credo proprio che lo adotterò, magari insieme ad un altro perchè da solo pare tenda a deprimersi. Nella mia vita ho dato spazio a persone ben più “racapriccianti” e meno innocenti del petauro, credo che io potrò far felice lui e lui me! Grazie alla simpatica autrice di questo articolo per avermelo fatto conoscere. E grazie a Susanna per averci fatto conoscere Rita, è simpaticissima.
Cara Silvana,
Grazie di cuore per quello che hai scritto, mi sa che adotterò anche te assieme ai petauri…
A presto
Rita
Beh, se fossi in te non demorderei, in fondo qualche difettuccio lo abbiamo più o meno tutti. Anzi, potresti tentare ad educarlo, gli fai la sua Petualette e gli insegni le buone maniere. Vuoi mettere in confronto con un omaccione che magari beve, perde al gioco, fuma e dorme sul divano…..
Ciao Rita, mi son dimenticata di chiederti se sai chi sono….. Se avessi difficoltà pensa a quando sei venuta a casa mia nell’isola dell’isola…. Baci Simonetta
Certo che mi ricordo… come potrei dimenticarmi di te???
Bacio Rita
Almeno se si rompe il rapporto con un petauro potrai sempre provarne il sapore cuocendolo al forno con patatine. Con un uomo sarebbe cannibalismo!!
N.B.
Credo che il petauro al forno venga già servito in qualche ristorante cinese o giapponese!!
Simpatica e geniale, fornitissima di autoironia, forse anche
troppa. Perché ti dipingi così male? Ed anche il petauro,
poveretto, non ne esce bene. Quasi mi dispiace.
Temo invece che siano ragionevoli i dubbi da più parti
provenienti circa l’opportunità di intrattenere qualsivoglia tipo di rapporto con maschi della specie uomo.
[...] Rita Landi Segnala presso: [...]
Condivido la risposta di Antonella, Rita sei unica! Certo.. Massimiliano un tipo un scostante, ma pensavo al posto di un petauro non sarebbe meglio un geco, magari ti libera dalle zanzare!
non ci credo!!!! Ciao Frida, come stai??? I tuoi bimbi? siamo le più vicine e non ci vediamo mai VERGOGNA!!!
Se avrai tempo e voglia, fatti dare il mio telefono da Susi, magari durante le feste (sarò in ferie dal 19 al 5), ti vengo a rapire per un caffè. Baci grandi R
Graziosa l’immagine del topo volante che in posa plastica dispiega le ali a commento delle parole di Rita. Spesso lo facciamo (dispiegare le ali che avevate capito…) senza neanche curarci del perchè,perchè è così e basta .Il petauro è sicuramente più maneggevole di un canguro che a sua volta per i salti va meglio o di un uomo che ha solo la dote di pensare ma non è maneggevole neanche in versione “senza cervello”. Rumorosità ed ingombro sono secondo il modello ma diffidate dal nuovo spesso è solo ricondizionato e la garanzia è scaduta da un pezzo.Conviene buttarsi su un usato garantito con pochi chilometri alle spalle avrà ancora voglia di far chilometri e non necessariamente tra una stanza e l’altra di casa. beh ciao.
Ho letto la tua disavventura con gli animali e sono pienamente daccordo con la tua amica,ossia è meglio che ti crei una vita con un uomo vedrai k t sentirai più appagata e soddisfatta.