Vietato buttare i libri

C’è un undicesimo o successivo comandamento che Dio non consegnò a Mosé per alcuni problemi tra cui il fatto che la stampa a quell’epoca non era stata ancora inventata. Non buttare mai un libro, recitava quel comandamento. Mai. Pure se è un romanzo che non ti piace o persino che ti va venire l’orticaria, pure se è un saggio scritto da cani che diffonde idee aberranti. Un libro non si getta via. Si conserva, foss’anche in una cantina buia e malsana. Nessuno sa se un giorno gli uomini resusciteranno nel Giorno del Giudizio, ma è certo che prima o poi qualsiasi libro risorgerà dal sotterraneo in cui è stato ficcato e contribuirà, con una frase forse banale o con un verso magari scadente, a suscitare un pensiero originale nella mente di un uomo. Nessuno dovrebbe buttare libri, tutt’al più li si dovrebbe vendere o regalare, cioè si dovrebbe consentire alle opere scritte di vivere in mezzo agli altri, se non possono più farlo con noi.
Un paio di mesi fa me ne passeggiavo per una periferica strada napoletana dalle parti di casa mia. Era ancora il tempo in cui il problema della spazzatura non era stato risolto a Napoli e quindi non era insolito caracollare in mezzo a cumuli di rifiuti non raccolti. Mi trovavo in una strada che percorrevo di rado e che a un certo punto passa davanti a una caserma militare. Ebbene fuori dalla caserma erano accatastate diverse scatole di cartone che evidentemente attendevano di essere ritirate da qualche avventuroso camion della spazzatura. Non so come l’occhio mi cadde su una di quelle scatole. Dentro c’erano diversi libri, anche in un discreto stato di conservazione. Mi bloccai chiedendomi quale recluta della caserma poteva essere stata così pazza da buttare via un simile patrimonio librario. Per fortuna in quel punto c’erano solo rifiuti di carta quindi potei avvicinarmi per controllare la scatola. Ed ecco nelle mie mani materializzarsi una biografia di Malcom X, un romanzo di Sepúlveda, una raccolta di racconti di Stephen King addirittura rilegata con copertina rigida e un saggio satirico di Gino e Michele (quelli di Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano) che ironizzavano sullo stato mentale dei leghisti. Nella scatola c’erano pure altri libri più malandati, tra cui classici come L’amante di Lady Chatterley e Madame Bovary.
Sorrisi a un passante che mi guardava accigliato perquisire nella scatola di libri sciaguratamente cestinata dalla caserma, mentre mi chiedevo quale soldato potesse avere dei gusti letterari così poco marziali. Quasi senza pensare decisi di salvare qualche volume dalla distruzione. Non ne potevo portare molti con me, dato che ero a piedi, lontano da casa e senza un busta. Presi Malcom X, Sepúlveda, Stephen King e Gino e Michele, che erano quelli conservati meglio. Mi sanguinava il cuore abbandonare Madame Bovary al suo triste destino, ma si trattava di una copia troppo malridotta. Diedi un ultimo sguardo verso l’ingresso della caserma napoletana scuotendo il capo per la pazzia degli uomini: quindi mi diressi verso casa con le braccia piene di libri e un sorriso che, lo sapevo, mi sarebbe restato sulle labbra fino a sera.











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Vietato buttare i libri…
I libri non si buttano mai, per alcun motivo. È certo che prima o poi qualsiasi libro risorgerà dal sotterraneo in cui è stato ficcato e contribuirà, con una frase forse banale o con un verso magari scadente, a suscitare un pensiero originale nella men…