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Scrivere un thriller – prima parte

Scritto da – venerdì, 30 maggio 2008 – 00:0532 commenti

Il thriller: una donna

Il genere thriller è nato negli Usa tra le due guerre mondiali per raccontare in chiave romanzesca storie di lotta e violenza con protagonisti gangster della mafia, poliziotti più o meno corrotti ed eroi solitari.

Il thriller, insieme al fantasy, è uno dei generi sempre in vetta alle classifiche dei libri più venduti.

Scrivere un thriller non è banale: la chiave di tutto è la preparazione all’esecuzione del crimine.

Il compito dello scrittore è quello di coinvolgere il lettore attraverso un continuo crescendo della tensione e un forte coinvolgimento emotivo.

Lo scopo di questa serie di articoli è quello di imparare come scrivere meglio un buon racconto thriller.

L’elemento su cui andremo a lavorare in questa prima lezione sono i personaggi.

Quanti personaggi ci servono? Per semplicità ne useremo unicamente due che chiameremo il carnefice e la vittima.

È vero, potremmo costruire intorno a questi protagonisti una rete di amicizie, di personaggi secondari, ma… un racconto alla volta!

Iniziamo col sfatare il luogo comune che il carnefice debba essere per forza un uomo e che la vittima sia sempre una donna: fate lavorare la vostra immaginazione.

Per dar vita sia al carnefice che alla vittima possiamo utilizzare questa lista di domande e suggerimenti (siete liberi di integrarla con altre):

  1. Come si chiama?
  2. Età?
  3. Sesso?
  4. Occhi?
  5. Capelli?
  6. Alto o Basso? Magro o Grasso? Atletico o gracile?
  7. Ha un profumo particolare? Cosa vi ricorda?
  8. Carnagione ed etnia?
  9. Come sono le sue mani?
  10. Come si veste?
  11. Come parla?
  12. Come cammina? Come si muove?
  13. Che lavoro fa?
  14. Ha qualche segno particolare o caratteristica?
  15. Da dove viene?
  16. Qual è il suo passato?
  17. Che qualità negative ha?
  18. Che qualità positive ha?

Tutte le domande si riferiscono sia al carnefice che alla vittima: anche le ultime due.

Il nostro obiettivo, infatti, è cercare di costruire dei personaggi a tutto tondo, praticamente reali: il carnefice non può essere cattivo sette giorni su sette e la vittima, avrà anche lei segreti da nascondere e qualche difetto.

Ad esempio io ho dato la vita a questi due personaggi

Il carnefice
Laura aveva 32 anni, una carnagione chiara e capelli biondi, eredità della nonna tedesca.
Il costante allenamento in palestra aveva reso il suo fisico asciutto e tonico, senza togliere nulla alla sua sensualità prorompente.
Il suo sorriso era quasi ipnotico e dall’alto del suo metro e ottantacinque torreggiava su quasi tutti i colleghi di lavoro.
Era una donna gentile, ma non bisognava mai contraddirla, nessuno poteva mandare a monte i suoi piani.

La vittima
Mario, 39 anni, un matrimonio di facciata per coprire le sue missioni extraconiugali
Un fisico nella norma, ma con un viso bello, avvolto da una massa di ricci neri.
Portava un paio di occhiali scuri che nascondevano il suo sguardo da cacciatore.
Amava giocare con i figli, ma nessuno poteva interromperlo quando giocava l’Inter.
Era un uomo distinto e di classe: sapeva portare con eleganza anche un completo sportivo.

Non è necessario rispondere proprio a tutte tutte le domande, ma servono come traccia nella vostra mente per dar vita ai due protagonisti.

Ora tocca a voi, create i vostri personaggi, date loro vita.

Scrivete nei commenti le vostre descrizioni, cercherò di dare spunti di miglioramento e feedback costruttivi a tutti.

Il nostro cammino insieme è appena iniziato, ma faremo molta strada insieme…

Le altre parti del corso:

32 commenti »

  • pligg.com scrive:

    Scrivere un thriller – prima parte

    Lezione del corso di scrittura creativa on line: come scrivere un thriller – prima parte

  • diggita.it scrive:

    Scrivere un thriller – prima parte

    Lezione del corso di scrittura creativa on line: Davide Giansoldati ci introduce alla scrittura di un thriller

  • Sandro scrive:

    … il fatto è che io ho poca fantasia. Mi piacerebbe scrivere un romanzo, un racconto. Ma ho veramente poca fantasia. Se mi dai un episodio di cronaca – magari pure documentato, va! – credo di sapere tirarne fuori un buon testo. Ma così, su due piedi, inventarmi personaggi e storie non mi viene. Ovviamente potrei seguire le tue indicazioni, ma mi sembrerebbe quasi di fare un compitino compilando un questionario. Dove sbaglio? :)

  • Davide scrive:

    Ciao Sandro

    La fantasia è qualcosa che noi tutti abbiamo, dobbiamo solo imparare a coltivarla.

    Quando iniziamo a immaginare, poi torniamo subito alla realtà con frasi tipo “basta fantastica” oppure “pensiamo alle cose serie”.

    Ogni volta che reagiamo così, tarpiamo le ali alla nostra fantasia.

    Prova invece a dire, aspetta seguiamo questo pensiero, vediamo dove ci porta.

    I fatti di cronaca sono spunti interessanti per scrivere, ma su questo ci torneremo nelle prossime puntate.

    Prova a seguirmi lezione dopo lezione, prova a fare questi compitino, sentiti libero di scrivere e postare qui le tue parole.

    Un passo alla volta, trasformeremo le parole in frasi, le frasi in paragrafi e i paragrafi in un racconto.

    Davide

  • antonella scrive:

    Ciao Davide.
    Mi piacerebbe partecipare alle tue lezioni, ma ho un problema: tra me e il computer non corre buon sangue
    anzi oserei dire che ci detestiamo. Puoi spiegarmi come,
    per esempio, posso mandarti le risposte?
    Ti ringrazio tanto
    Antonella

  • Davide scrive:

    Ciao Antonella,
    Se vuoi puoi mandarmi anche una mail davide.giansoldati@gmail.com

    Se anche questa modalità ti è avversa, scrivimi, proveremo altre strade ;-)

    Davide

  • antonella scrive:

    Grazie Davide, la mail va benissimo. A presto
    Antonella

  • Fabio scrive:

    Spero di essere ancora in tempo per partecipare a questo corso on line.
    Ti invierò via mail il testo con il profilo dei due personaggi, se per te va bene.
    Grazie. ciao

  • Davide scrive:

    Ciao Fabio, sei sempre in tempo e questo vale per tutti… non c’è fretta, prendetevi tutto il tempo che vi serve.

    Davide

  • milena scrive:

    Ciao, mi piacerebbe molto partecipare, bisogna iscriversi?
    Se faccio, l’esercizio lo devo postare qui?
    Un saluto,
    Milena

  • Davide scrive:

    Ciao Milena
    Non c’è bisogno di alcuna iscrizione, puoi iniziare in qualsiasi momento.

    Se vuoi postare qui i tuoi lavori, sei la benvenuta ;-)

    Davide

  • [...] seguire un mini corso per imparare a scrivere un racconto thriller? Leggete gli articoli che ho scritto sul portale dell’editore [...]

  • milena scrive:

    Grazie Davide, avrei iniziato oggi, ma sono andata al mare… forse domani, ma comunque presto, molto presto, non vedo l’ora di fare questo esercizio e poi tutti gli altri, a presto, a prestissimo… e ancora grazie
    ciao

  • Davide scrive:

    Ciao Milena, che indivia! :)

    Beh… prendi spunto dalla tua giornata al mare… come potrebbe trasformarsi nell’ambientazione di un thriller?

    ciao!
    Davide

  • milena scrive:

    Ecco Asta (ancora non so se sarà vittima o carnefice, ora mi trasferisco al mare del Sud per l’altro personaggio, lo posterò appena nato… buona domenica)

    Asta

    Nella Contea di Cuyahoga, mi chiamano Asta da quando ho iniziato a frequentare le più belle gnocche del luogo.
    Ho gli anni di Cristo nel periodo in cui lo misero in croce. Sono alto un metro e ottantacinque e peso ottantadue chili (come i migliori pornodivi di Cleveland, se mai ne esistessero altri oltre me, non so), ho i capelli neri somiglianti alle piume dei corvi, gli occhi verdi e brillanti che paiono due smeraldi dal fondo di calamita, la bocca carnosa con l’alito fresco su un viso bruciato dal sole anche in pieno inverno e una “asta” di ventisei centimetri con le gnocche meno attraenti.
    Con le più belle, divento il mago dei preliminari e ho le mani più forti e precise di tutto l’Ohio, con le falangi doppie e possenti e le nocche robuste per fracassare i grugni agli imbecilli e ai froci.
    Amo fissarti negli occhi quando ti parlo e abbassare lo sguardo quando tu ti rivolgi a me, ho brufoli in faccia e sulle chiappe.
    Sono un toro americano fatto di rabbia, ma ho origini italiane e dell’Italia conosco la lingua e dell’accento mantengo l’incanto.
    Vorrei rivedere il sole del Sud Italia, dove mia madre morì crepata per mettermi al mondo e dove mio padre si spaccò il cuore arando le zolle.
    Mi riconosci per il passo deciso, per la camminata a cosce larghe, perché i miei marroni devono avere spazio e aria come me.
    Vesto con maglie a maniche corte con ogni clima: non so cosa sia il freddo.
    Dicono che ho un odore personale attraente come la neve sul lago Erie. Sono il tipo ideale per le donna fatte di carne e d’istinto: so energicamente sfondarle ai piaceri e so andare via.

  • milena scrive:

    Marta

    Marta ha sedici anni è Italiana e vive ad Agropoli, in Provincia di Salerno.
    Ha gli occhi sempre abbondantemente bordati dal nero della matita e da pochi giorni ha imparato ad usare l’eye-liner seguendo le videolezioni di trucco on line.
    Ha i capelli ricci che le arrivano fino ai fianchi sinuosi e acerbi, ma spesso li ferma sulla nuca con grosse pinze, le uniche che possano sollevare in qualche modo quella massa ribelle consentendole di scoprire il collo lungo ed agile
    Ama farsi l’hennè da sola perché dice che i capelli per essere seducenti devono avere i riflessi rossi del sangue.
    È decisamente bassa, ma ha le gambe lunghe come le canne nei valloni della sua Terra.
    Ha un odore penetrante perché si lava poco, ma copre il tutto con uno spray comprato al discount che sa di vaniglia.
    La pelle è bianca e non mai brufoli. Si depila completamente le sopracciglia per far risaltare la marcatura nera degli occhi lucidi ed i lineamenti spigolosi del suo volto.
    Ha mani da pianista con falangi perfette, lunghe e affusolate ed indossa guanti senza dita anche in estate, per mettere in evidenza le unghie ricostruite che sembrano artigli.
    Ama il nero e per vestirsi non usa altri colori. Di solito indossa una cinta borchiata alla quale attacca di tutto: campanellini, pezzi di spago o di collane rotte, moschettoni, chiavi, pupazzi.
    Quando si muove, con quel suo passo agile e leggero, gesticola, tintinna e sculetta.
    Parla continuamente: è una mitragliatrice ed ha una esse sibilante ed un tono della voce alto e stridulo soprattutto quando s’incazza, il che succede frequentemente.
    Frequenta il quinto ginnasio al Liceo “A. Gatto” di Agropoli, con risultati scarsi, ma Marta odia la scuola perché la trova difficile e crede che i suoi professori siano il massimo dello squallore, però le piace parlare e passare il tempo con gli amici. .
    Alle orecchie ha dei divaricatori di diverse dimensioni e colori e al collo porta sempre una collana-guinzaglio con chiudi appuntiti.
    Marta sa farti ridere a crepapelle e per questo è sempre circondata di gente e riceve mediamente dieci sms ogni mezz’ora sul suo celluulare.

  • Mariella scrive:

    Roberto, 37 anni festeggiati a Marzo, la solita festa, la solita gente, i soliti regali dati in buoni da spendere nel solito negozio sportivo.
    Inizia ad essere più che stempiato, tiene i capelli cortissimi, quasi a zero, occhiali rotondi calati su un naso quasi perfetto, dietro, due occhi azzurri.
    Nella descrizione, sembra un bel ragazzo, ma non lo è, anche se ha tutte le doti per esserlo, anche per il fisico asciutto e ben definito, eppure nessuno direbbe che è un bel ragazzo, non è attraente.
    E’ dimesso, nello sguardo. Forse in quel piccolo paese non c’è più niente da fare, nessuno da conoscere, nessuno che ti faccia fare un passo in più contro quella dannata timidezza.
    Parla poco ma sorride spesso, delle battute degli altri, dei ricordi del passato, di Valentino che vince con la Yamaha contro Stoner. Parla di più quando alza il gomito e spesso lo si vede piangere.
    Svolge lo stesso lavoro da tanti anni, un lavoro sicuro, presso la fabbrica di mobili del paese vicino, costruisce cucine Roberto, per gli altri, per chi si sposa.
    Lui vive ancora con i genitori e la sorella, sogna di sposarsi un giorno, non pensa ad altro che a trovare una brava ragazza che gli dia dei figli un giorno, non fa niente però per cercarla, la timidezza è il suo problema più grande. Sogna ,Marco, o forse no, forse non più.
    E’ affidabile, il classico bravo ragazzo, in paese lo chiamano il bono, e, non certo per la sua prestanza fisica ma per la sua bontà.

    Valentino

    Si veste sempre bene, all’ultima moda, lo noti per come cammina, per la classe che emana, per quello sguardo che non guarda negli occhi nessuno ma che pare cercare quello del prossimo, come se avesse visto qualcuno da lontano da salutare.
    Strano personaggio Valentino, con un passato da gran viveur, macchine di lusso, donne bellissime, locali per gente con i soldi, grande vita quella che ha fatto Valentino.
    Eppure vecchio non è, quarant’anni, ma si parla di lui al passato, come se fosse morto, tutto quello che era e faceva Valentino.
    Ora non si capisce che lavora faccia, in fabbrica? Cazzeggia tutto il giorno? Di cosa vive?
    In passato aveva un’attività in proprio, se l’è sputtanata per la necessità di vivere in grande, non riusciva a farne a meno, ma il suo problema fu la droga, cocaina, tanta cocaina.
    Lo trovi spesso al Caffè del Teatro, con un perenne bicchiere di vino in mano, difficile trovarlo senza, sobrio ogni tanto, ma nasconde bene la sua ubriachezza con racconti di ogni genere, narrati con grande serietà.
    E’ un uomo colto, con lui riesci a parlare di storia romana e del big bang, poi lo guardi e ti chiedi il perché un uomo bruci la sua vita così, in questo modo, in passato con la cocaina oggi con l’alcol.
    In paese è in ogni modo bene visto con simpatia, per la classe ma anche per il suo attraente modo di parlare, ma se lo guardi bene, Valentino ha lo sguardo perso chissà dove, con occhi neri, come i suoi capelli curatissimi con qualche filo bianco apparentemente pettinato alla perfezione.

  • milena scrive:

    Ciao Davide,
    ho atteso la tua risposta e-mail, ma non è ancora arrivato, da ciò che mi dicesti, credo ci sia ujn disguido, puoi rinviarla? Grazie

  • Davide scrive:

    ciao Milena,
    appena torno in ufficio controllo nella posta ;-)

    Sono stato fuori sede questi giorni

    ciao ;-)

    Davide

  • Davide scrive:

    @Milena:
    Asta
    Sono un toro americano fatto di rabbia, ma ho origini italiane e dell’Italia conosco la lingua e dell’accento mantengo l’incanto.

    qui avrei detto lo charme, la seduzione più che l’incanto…

    Marta

    La pelle è bianca e non mai brufoli
    Qui forse manca il verbo ;-)

    Complessivamente direi che come descrizione ci siamo: I personaggi sono ben delineati e definiti. Se posso darti un consiglio, quando scriverai il racconto, fai emergere gli elementi che li caratterizzano dalle azioni, dal loro modo di parlare più che da una vera e propria descrizione delle loro caratteristiche.

    Svela i tratti che li rendono unici un pezzo alla volta, non tutti insieme.

    Buon inizio!

  • Davide scrive:

    @Mariella: ben fatto!

    2 personaggi ben definiti e delineati con i loro punti di forza e di debolezza…

    Ora vediamo come evolve la loro storia…

  • milena scrive:

    sì, devo fare agire i personaggi, eh? Questo vuoi dire?

    Grazie molto del consiglio, a presto :)

  • Davide scrive:

    Ciao Milena,
    si intendo proprio questo…

    cerca di trasmettere le qualità così come i difetti attraverso le azioni.

    Ad esempio…

    Lei lo baciò con tutta la sua voglia di sesso e capì subito perchè tutti lo chiamavano Asta…

  • [...] i confini di questo genere alle atmosfere horror per dare forma alla paura. Abbiamo visto come creare i personaggi e le ambientazioni, come portare la storia al culmine e poi dare vita al colpo di scena [...]

  • [...] Nelle ultime settimane io e Mariella abbiamo scritto una serie di articoli che esplorano la paura da diversi punti di vista e si ricollegano alle lezioni sul thriller. [...]

  • Giacomo scrive:

    Ciao Davide innanzitutto volevo farti i complimenti per questa splendida idea…

    Nicholas Hobbes aveva i capelli scuri accompagnati da qualche ciocca bionda. I suoi occhi a volte riflettevano il mare ed a volte rischiavano di far concorrenza al cielo d’agosto. La sua carnagione scura era stata un ottimo biglietto da visita con tutte le ragazze su cui aveva posato gli occhi. Però non aveva mai vestito in maniera elegante, una tuta con miscelanze di colori assolutamente incomprensibili per lui erano l’unica moda da sfoggiare, anche il suo parlato era rozo e ricco di errori ortografici banali, c’è da sottolineare che Nicholas era laureato in diritto ed economia. Nonostante tutto però si era sempre amato così, non aveva mai permesso a nessuno di ostacolarlo con i giudizi, non aveva mai gradito lo psicologo che abitava a pochi passi da casa sua, quello che ogni tanto cercava diconvincerlo ad aprirsi ad un mondo che dopo quell incidente non l’aveva rifiutato.

    Robert Moore da quando aveva messo le sue mani sui trattati di Freud aveva incomnciato ad amare la psiche umana con i suoi immensi pregi e i suoi immensi difetti. Moore era uno psicologo eccellente, con gli anni aveva sviluppato uno charme e un’eleganza che solo qualche uomo maturo dell’ultimo millenio può permettersi di sfoggiare con disivoltura. Aveva i capelli bianchi, tanti anni alle spalle ma uno spirito giovane riflesso del sorriso che ostentava continuamente. Utilizzava solitamente Acqua di Giò che spruzzava con delicatezza sul collo e sulle mani logorate dalla fatica e dal tempo. Amamva la gente forse troppo, era diventato possessivo, forse troppo verso i suoi clienti. La curiosità a volte è un’arma a doppio taglio. Per lui era l’unic ragione d’essere, desiderava sapere cosa si nascondeva dientro ogni albero, dietro ogni scarpa slacciata che gli passasse vicino.

    Attendo con ansia una tua risposta

  • lady scrive:

    cavolo grazie mille!!! mi aiutano tantissimo questi consigli!!! nn c’è bisogno di migliorare nienteee!!!! è perfetto cosÌ!!!!! complimentiiiiiii!!! davverooo!!! :)

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