Intervista a Valeria Ferracuti
Parlaci un po’ di te
Come su GraphoMania molti forse già sapranno, mi chiamo Valeria e ho quasi 27 anni. Sono nata a Roma – dove ho studiato prima al liceo artistico e poi all’accademia di belle arti – e dove sono rimasta a vivere fino al 2003. A 22 anni, quindi, ho conosciuto il mio attuale compagno – in viaggio a Roma per lavoro – e in pochi mesi ho deciso di trasferirmi. Ho lasciato i miei e mia sorella non senza dispiacere, gli amici e il mio lavoro. Ora vivo in un piccolo paese in provincia di Varese, sul Lago Maggiore e devo dire che mi trovo bene.
Sono una persona allegra e silenziosa, timida e curiosa. Mi piace ridere e sorridere e mi piace piangere, anche per delle sciocchezze a volte (e se sono riuscita a piangere per i Simpson è tutto dire…). Mi piacciono le persone e sono affascinata da questa strana macchina che è l’essere umano. Odio l’invadenza e la strafottenza e tutto quello che in qualche modo rischia di minare quello che è il mio piccolo mondo. Amo il silenzio e tutti i piccoli gesti che riescono a riempirlo. E poi amo emozionarmi. Mi piace piangere e ridere e mi piace, a piccole dosi, la malinconia. La trovo magica.
Perché scrivi?
Scrivere mi riempie. È un piacere che ho scoperto da poco e mi chiedo adesso come io abbia potuto farne a meno finora. Mi piace creare un personaggio, mi piace dargli un volto, un’espressione, un’anima. Mi piace scavare a fondo e ogni volta è un po’ come portarlo alla vita.
Mi affeziono sempre ai miei personaggi. Li sento miei quasi come fossero dei figli. E poi rileggerli dopo tanto tempo è un po’ come incontrare nuovamente un vecchio amico.
Quando hai iniziato a scrivere?
Quando ero piccola riempivo pagine e pagine di diari. Pensavo che tutto quello che mi emozionasse avesse il diritto di imprimersi sulla carta per non essere dimenticato. Non credo avessi la consapevolezza di ciò che stavo facendo. Penso che tutto questo sia dovuto al fatto che ho paura della lontananza e della perdita. Ho paura che le cose mi sfuggano di mano e ho paura, un giorno, di non ricordare più le cose belle che ho vissuto. Ho iniziato a scrivere seriamente quando ho conosciuto il sito Eroxe. Era da poco iniziato un concorso, io avevo dei brevi racconti per le mani e così ho deciso di spedirli. Potevo finalmente rendermi conto se ciò che scrivevo poteva piacere ai lettori. Le avventure di Luna, dei racconti in saga, vinse il primo posto per quanto riguardava il giudizio popolare. Da lì mi sono interessata ai vari concorsi e progetti in rete, sempre con buoni risultati. Fino ad arrivare alla Graphe, e a Non baciarmi sulla bocca.
Parlaci del tuo libro Non baciarmi sulla bocca
Il libro non ha avuto inizio facile. È stato faticoso metterlo in piedi, soprattutto all’inizio. Molti scrittori hanno il lampo di genio; sono quelli che si svegliano in piena notte e mettono giù un romanzo degno di Dostoevskij scrivendolo su uno strappo di carta igienica.
Non baciarmi sulla bocca invece si è trascinato per settimane fermo sul mio desktop al primo capitolo. È solo quando ho capito che dovevo distaccarmi da quello che avevo in mente e raccontare semplicemente di questi quattro personaggi che mi ruotavano in testa da mesi che finalmente ha preso il via.
Si bacia tante volte nel corso della vita, per passione, desiderio, amicizia, gioco. Spesso si diventa distributori automatici di baci. Baci senza importanza, indefiniti, quasi senza senso. Ma il valore di un bacio sospeso, un bacio mai dato, qual è? “Non baciarmi sulla bocca, i baci veri sono per gli innamorati”; è questo che ripete uno dei protagonisti. Come se l’amore passasse attraverso la bocca, mischiato dalle lingue alla saliva. Come se non fosse possibile innamorarsi di una persona solo perché questa evita di baciarci sulle labbra. E allora si trovano altri modi, altri contatti, nuovi punti d’incontro.
Non baciarmi sulla bocca è un romanzo erotico, è un romanzo d’amore e anche qualcosa di più. Scava in fondo alla mente dei protagonisti fino a portarci nel punto più basso, quello più crudo e nascosto, quasi segreto. È un libro di gioie e sofferenze, di solitudini, passioni, tradimenti e pazzie, dove il sesso non è il punto d’arrivo, ma il tragitto che serve per arrivare alla meta.
Quali sono le tue letture preferite?
Il primo libro che mi è stato regalato è stato Justine di De Sade. Un romanzo che mi ha davvero catturato e che ancora oggi, ogni tanto, rileggo. Da lì mi sono davvero appassionata alla letteratura erotica e penso che questo sia uno dei generi che preferisco. Non disdegno i classici, da Oscar Wilde a Diderot, dalla Austin con il suo Orgoglio e pregiudizio all’affascinante Goethe. Amo Poe, Henry Miller e Anais Nin. Ma amo anche il nuovo Ammaniti e Baricco, con quel suo modo di scrivere, direi, quasi scenografico. Libri da leggere ad alta voce.
Un libro che consiglieresti e uno da evitare
Sceglierne solo uno è davvero difficile. Concedimene un paio. Uno tra quelli che consiglierei è La casa del sonno di Jonathan Coe. Uno di quei libri che ti lasciano col fiato sospeso e ti fanno davvero divorare una pagina dopo l’altra fino alla fine.
Un secondo che consiglio per la genialità della scrittura è un classico, I gioielli indiscreti di Diderot. Divertente, ironico, profondo, considerato blasfemo in quel periodo, è uno dei libri che ho letto più volentieri. Pensare che “quella” parte del corpo femminile, così segreta e nascosta e dedicata solo allo sposo legittimo, improvvisamente si possa mettere a parlare in pubblico ha permesso a Diderot di creare situazioni davvero degne di nota.
Non ho, di contro, nessun libro da sconsigliare. Se un testo non mi cattura nelle prime pagine non riesco a finirlo e, quando lo vedo impolverato sul comodino, penso sempre che forse sto perdendo un’occasione ma che, comunque, se non è buono l’inizio, come può esserlo la fine? Insomma, mi scuso, ma non riuscirei mai a non consigliare un libro che non ho letto.











[...] sgomentevoli coincidenze, uno degli aspetti più interessanti dell’intervista è l’intervistatrice, una persona che riesce a essere gentilissima e a trasmettere simpatia anche per posta elettronica, [...]
Intervista a Valeria Ferracuti
Valeria Ferracuti è l’autrice del romanzo erotico Non baciarmi sulla bocca, in questi giorni in libreria.
Ho avuto modo di conoscere un po’ Valeria via email e la trovo una persona davvero squisita. Un grosso in bocca al lupo mi pare il minimo: in generale per la vita, e in particolare per la carriera da scrittrice – che sono certo le darà tante soddisfazioni
Un grazie a Luca di letturalenta e un grazie e un abbraccio forte a Kick, che ho avuto il piacere di conoscere attraverso GraphoMania e che reputo uno degli autori più bravi e meritevoli (nominato anche nell’intervista su Liberi di scrivere http://liberidiscrivere.splinder.com/post/16884382/%3A%3A+Intervista+a+Valeria+Ferrac).
Auguri a entrambi per la realizzazione dei loro desideri
Ciao Valeria! Complimenti per l’uscita del romanzo che mi avevi preannunciato più di un anno fa (c’eravamo conosciuti su eros-e-parole,tra gli “amici di faber”) ed anche per le tue interviste,che ho avuto il piacere di leggere,sempre comunicative e immediate,dirette, intelligenti e con quel pizzico d’ironia che non guasta mai. Sei davvero la persona speciale che ricordavo! Se avrai tempo e voglia di leggermi, soprattutto mi trovi su http://www.versieprosa.com col nick ‘chansonnier’ che usavo anche per faber. Lì ho postato,oltre a poesie comprese quelle erotiche, anche il mio unico romanzo breve, “Storia d’amore di due poeti”. Se mi ridai la tua mail potrei mandartelo, credo che una tua valutazione potrebbe essere importante per me, per valutare se pubblicarlo o meno. Grazie e ancora congratulazioni per come scrivi, per come sei
) Ugo
Ciao Ugo,
che piacere trovarti qui! Grazie mille per i complimenti.. sei sempre molto gentile. Sono tornata solo oggi dalle vacanze, ma verrò presto a trovarti su versieprosa. Ci farò un salto più tardi.
Se vuoi scrivermi, comunque, trovi i contatti sul mio sito http://www.mysecretdiary.it
Un bacio e un abbraccio forte