Notte d’estate
Pubblichiamo un testo di DanzaSulMioPetto, blog recensito qui da Valeria.
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Notte d’estate
Erano le tre di notte, la serata era volata via nella dolce intimità di una cena a lume di candela, annaffiata abbondantemente da bicchieri di buon vino rosso.
L’afa estiva cominciava solo allora a dare un po’ di tregua, e uno strano, confortevole silenzio ci avvolgeva, un silenzio soffice e suadente, nel quale si udivano quasi i nostri respiri.
Eravamo seduti l’uno di fronte all’altra, accanto al tavolo ancora sfatto e ai bicchieri ormai vuoti, lei si accese un’ultima sigaretta, l’ultima prima che la notte finisca.
I suoi occhi sorridevano maliziosamente, mentre piccole nuvole di fumo danzavano nell’aria tra i nostri respiri.
Ad un tratto fece scivolare i piedi fuori dagli infradito che calzava e li poggiò sulle mie gambe, restando in silenzio e continuando ad osservarmi con quel dolce sorriso che mi sussurrava il suo invito.
Timidamente iniziai ad accarezzare il collo del piede, con le mani lo esplorai fino alle dita accennando un massaggio.
Mi sentivo pervaso dalla tenerezza di quell’intimità e dal calore del suo sguardo, dei suoi occhi profondi, luminosi come il mare d’estate, quello che si può vedere solo nelle foto di spiagge deserte di isole lontane.
Lo sentivo dentro me quel mare che continuava a sorridermi e abbracciarmi, facendomi provare emozioni sconosciute, che solo i miei sogni avevano potuto immaginare.
L’amore, un amore intenso, delicato, unico, sgorgava da quel sorriso e scorreva dentro me, come linfa vitale mi sommergeva, trascinandomi via con sé.
Arcana magia di due anime che rinascono legandosi in un abbraccio, avvinghiate l’un l’altra, come mani che si stringono e si intrecciano tra le carezze.
Vibrava il suo piede nell’attesa, mentre le mie mani lo sollevavano, lentamente scivolava nella morbidezza suadente di quel breve attimo che lo conduceva tra i sospiri di soffici baci.
Li sollevai entrambi, stringendoli al mio petto, mentre io stesso mi avvicinavo a loro fino a cadere in ginocchio.
Lento e inesorabile fu l’abbandono all’intensa passione che s’impossessò di noi, catene effimere che cinsero le nostre membra nell’eternità di attimi fuggevoli di primigenia speranza.
Mi scaldai assaporando il tenue tepore del suo piede, mentre lo abbracciavo baciandolo e premendolo sul mio viso.
Lo sentii danzare dentro me, accarezzando gli umidi baci delle mie labbra adoranti, cedendo all’estasi di un sogno che ci condusse tra gli anfratti dell’anima.
I nostri corpi s’incontrarono, amandosi, su quelle spiagge nascoste e ancora vergini che emersero nel nostro abbraccio.
Ci perdemmo ritrovandoci in quell’abbraccio, dissetandoci delle gocce di vita che avvolsero i nostri corpi, facendoli brillare come stelle nella notte.











Uno dei miei racconti preferiti. Continua così e non mollare, che la passione che hai dentro è un gran bel dono
[...] è stato intervistato da Valeria tempo fa, e ha già pubblicato in questo spazio altri racconti (Notte d’estate e Il bacio [...]