La ballata di Eva la bionda
Ecco il primo testo della nostra sezione per voi. L’autore è Marco Ratto. Complimenti!
Chi volesse inviarci testi da pubblicare in questa sezione, ce li mandi tramite email a quest’indirizzo: blog-magazine@graphe.it
Sembra d’essere al centro del mondo,
in paese, nella grande piazza,
nella notte di luci, rispondo
al chiaroscuro profondo che impazza.
Dalle strade, si può già ascoltare,
nel bel mezzo della baraonda,
un gran coro di grida arrivare,
lasciar posto a una voce gioconda.
Questa è la voce di Eva la bionda,
e guardarla vuol dir sospirare,
par che parli il suo cuore e io risponda:
“mi vuoi tu per un attimo amare?”.
Ma, di solido canto nuziale,
ha l’aspetto il suo nobile tono,
sembra chiedere il mondo: “perdono!”,
benché nulla abbia fatto di male.
Di sussurri in schiamazzi e risate,
va viaggiando il messaggio a me solo,
tra le tante cornacchie adirate,
spicca l’EVAriopinto usignolo.
Le fanciulle sono alberi in fiore
e le braccia sono archi di ponti,
i terrazzi son poggi di monti,
circondati dal chiasso d’amore.
Ancor prima che il verso si ascolti,
disegnato un po’ come un ritratto,
il suo sguardo radioso, tra molti,
su di me si sofferma, e ad un tratto,
dai suoi occhi cerulei: “non m’ascolti?
T’ho chiamato, eri forse distratto?”,
dalla bocca, arso boccio contratto,
per mandare passioni più forti:
“sono forse i tuoi sensi già morti?.
D’improvviso, mi sento arrivato
al più bello esistente dei porti
per chi si ama e per chi è innamorato.
Alla chiesa, sul grande sagrato,
le domando: “dov’è che mi porti?”,
nessun’altro, oltre me, ha parlato.
La maglietta, i pantaloni corti,
poco dopo, mi sono fermato
ed in piedi, di fronte all’altare,
credo d’essermi in sogno sposato,
ma il rumore di voci e campane,
d’improvviso, m’ha fatto svegliare
e ritorno, dal gran baccanale,
alla quiete del mio celibato.











[...] bel testo di Marco Ratto, che ha inaugurato questa sezione con La ballata di Eva la bionda e poi ha scritto un altro pezzo dal titolo L’amico raffinato del [...]