15 Jul
La parola, la scrittura, sono parte di ognuno di noi.
Spesso quel che non riusciamo a dire con la parola possiamo esprimerlo con la scrittura.
Le emozioni – specialmente nella scrittura – prendono forme diverse, perché possiamo usare espressioni e termini che nella lingua parlata difficilmente useremmo.
Come primo esercizio di questa nuova avventura proveremo a far leva sui vostri autori preferiti.
Prova a scrivere un pezzo libero, su come ti sei sentit* e, specialmente, su come l’Autore è riuscito a farti calare nel suo personaggio.
5 Responses per " Lasciamoci guidare dai nostri autori preferiti "
Assomiglio a tanti scrittori, perché in ognuno di loro trovo analogie, affinità con il mio modo di pensare, scrivere, amare le parole, ma allo stesso tempo divergo da tutti loro per uno spiccato irrefrenabile, talvolta eccessivo modo di voler criticare e non uniformarmi agli altri, mai.
Diciamo che forse in questo mi ritrovo molto nella poesia di Prevert “Sono quella che sono”.
Detto ciò, posso dire di amare e ritrovarmi spesso in molte poesie della poetessa Alda Merini.
Quindi:
Biografia dal greco antico bios scrittura della vita, aborro il pensiero di agiografia da biografia cristiana scrittura della vita della persona partendo dalla morte vista come vera rinascita, martirio o battesimo di sangue.
Si può morire in tanti modi e non è detto che significhi sempre perdita del corpo, si può morire perdendo semplicemente la voglia di vivere ma quello a cui credo di più è che si possa rinascere sempre.
“E ti dedicherò una rosa” ed ecco che tante mani si alzano ad applaudire parole che nell’aria densa di profumi dolci e delicati, sfiorano l’indifferenza, la stupida paura, causata dall’incapacità, l’impossibilità, di capire una condizione non certo scelta o voluta, ma che la vita ha serbato ad alcuni uomini, i quali incapaci di darsi schemi vivono in assenza di freni, paure di apparire, o talvolta troppo pieni di paure e per questo, ma non solo, vengono rinchiusi anzi peggio non considerati neppure uomini e privati di ogni diritto umano.
Fino a poco fa di diritto privati della libertà, ora peggio ancora ignorati.
Ho immaginato tante volte quel 21 marzo 1931 la primavera non succube del volere umano sboccia irruente ed irriverente e prende corpo in tutto ciò che di vivo abita sulla terra,
Amo la primavera
La sento in tutto il corpo
Nel mio ventre che freme
Alla ricerca del tuo frutto
Nelle narici piene
Del tuo profumo
Nelle mie mani
Che ti vogliono
Vorrei farti sentire
L’eccitazione
Di ogni mia cellula
Per farti capire
Il vulcano che sono
Amo la primavera (te la dedico)
Ho immaginato la torta preparata dalla mamma , sul tavolo della cucina, le manine di bimba timida ed insicura ne afferravano un pezzetto portandolo alla bocca che con il passare del tempo avrebbe pronunciato tante parole dal tono così oscuro che le avrebbero causato tanta sofferenza.
L’altalena dondolava spinta dalla sorella maggiore nei giardinetti felice, spensierata fanciullezza, ma la maturità sarebbe arrivata prepotentemente prima del dovuto così già a 15 anni il fiume spiazzante ed inarginabile delle parole avrebbe portato la mia amata poetessa alla soglia del labirinto della follia da cui negli anni avrebbe tentato tante volte di uscirne.
Mi piace pensare al suo giovane corpo che gonfia gemma spocciava in parole piene di passione per il suo primo amore “Le tue dita bianche che varcavano il solco del mio seno, parlavano il linguaggio dei poeti”, purtroppo la condizione di donna nel 1953 la vedeva realizzarsi come tale sposandosi con l’uomo che negli anni l’avrebbe amata da uomo benestante che dimostra il suo possesso facendola partorire quattro volte e rinchiudendola in manicomio molte di più.
Nel 1965 io nascevo e lei veniva rinchiusa dal marito in manicomio.
Solo nel 1979 la chiara alba della rinascita si apre davanti ai suoi occhi bruciante e devastante l’esperienza del manicomio la rendono fertile mente capace di scrivere un capolavoro come “La terra santa”.
Nel 1981 il suo anulare e con lui il suo corpo la sua anima, vengono liberati dagli obblighi imposti dalla fede nunziale, muore Ettore, suo marito ed ormai donna piena di passione si lascia andare all’amore a distanza con il poeta Michele Pierri con cui poco dopo si sposa, ma il feroce demone della follia è sempre li fino ad allora latente prende corpo e si impossessa nuovamente del suo pensiero così viene rinchiusa nuovamente questa volta a Taranto.
La sento parole su parole mente privata del suo volere da gocce di amaro liquido che scivolano lungo la lingua in gola soffocano il volere dell’ignoto demone e privano il corpo dagli spasimi causati dalla follia.
La posso vedere sdraiata sul lettino rigido, le pareti insonorizzate, rendono il luogo afono ma denso di dolore, il cervello scosso dall’elettroschok, il corpo tremante trasuda orrore, dolore, voglia di morire.
La posso vedere lo sguardo assente il nulla tutt’attorno privata della dignità umana, denudata del diritto di sentirsi donna e madre.
Nel 1986 mentre la mia bocca pronuncia parole d’amore per il mio primo amore, Lei torna a Milano e riallaccia le vecchie amicizie, muore l’amico di sempre la spalla su cui aveva pianto si era aggrappata aveva chiesto aiuto si spegne alla vita terrena Manganelli,
“ A te Giorgio,
noto istrione della parola
mio oscuro disegno
mio invincibile amore,
sono sfuggita, tuo malgrado,
eppure mi hai ingabbiato
nella salsedine
della tua lingua………
tu mi hai preso un giorno
sull’erba al calore del sole
la perla della mia giovinezza……
ma non eri tu ad avermi
era la psicanalisi ……
E poi gli anni a venire, gli anni fino ad oggi un susseguirsi di amore, odio, voglia di far uscire le parole voglia di essere se stessa con le sue labbra dipinte e le unghie laccate di rosso, gli anelli i bracciali, i vestiti appariscenti o la loro assenza per stupire per colpire le anime dei ben pensanti.
Non so, non posso e più di tutto non voglio dare un significato alla poesia dare un perché alcune persone riescono ad elevarsi tanto al disopra del nostro quotidiano modo di vivere e renderci sensazioni tanto forti, tanto potenti da riuscire anche se solo per un istante, a farci perdere nell’oblio devastante ma magnifico del respirare con gli occhi udire con le dita o morire e rinascere in un solo verso di poesia.
A volte Dio
Uccide gli amanti
Perché non vuole
Essere superato
In amore.
Ecco ora posso dire di ritrovarmi nell’irruenza del suo modo di vivere, nella mancanza di freni quando si prova un sentimento, nella voglia di amare sempre e comunque, non sono mai stata rinchiusa perché la vita mi ha riservato un ruolo sociale di quelli che nel quotidiano modo di vivere si considera di buon livello, non mi appaga affatto, quindi compenso godendo nel leggere, nello scrivere e nell’amare sempre.
Francesca (bocconcini.g@libero.it)
Ciao Francesca, bel commento e bella esperienza. Mariella è fuori per qualche giorno, ma appena torna si farà viva.
Per me è stato un grande piacere leggerti. Grandissimo.
Non smettere mai di leggere perché per chi ama scrivere è il migliore degli insegnamenti. Non smettere mai di scrivere perché perderesti le tue emozioni. Non smettere d’amare perché perderesti te stessa.
Ottima tecnica e bellissima ispirazione. Spero seguirai gli altri miei consigli sullo scrivere. Grazie.
Mariella.
Grazie Mariella,
ti seguirò con immenso piacere.
Francesca.
Ciao. E’ arrivato il momento di prendere anche voi seriamente.Dopo un anno di blog(quello che ho adesso su libero é il secondo), mi sono decisa ad iscrivermi ad un corso di scrittura. Se verrò selezionata(SE) non saprò proprio che pesci prendere. ^_^ Passavo per caso presso l’ufficio di collocamanto della mia zona, mi son fiondata dentro per sapare se vi erano nuovi corsi e zac…! Ecco lì sul banco il volantino:visto e firmato. Dopo, una volta giunta a casa, l’ho letto più attentamente ed é stato in quel preciso istante che la paura si é impossessata di me. Domanda: come si scrive un raconto comico? Come possiamo sapere se ciò che scriviamo risulterà divertente…anche perchè l’esito della battuta dipende dalla bravura del comico.. o no?! Aiutatemiiiiii!!!!!!!!!!!!!
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